Se un Presidente scende al livello di un bugiardo («E’ la nipote di Mubarak») per interessarsi di una minorenne che lo telefona più volte è un Presidente che volente o nolente deve trascurare i problemi "veri" del Paese?
Se un Presidente si oppone ad una richiesta della procura vuol dire che la sua linea difensiva è della contrapposizione dura?
Se un Presidente nei videomessaggi minaccia “punizioni” alla magistratura vuol dire che non ha senso dello stato e rispetto delle istituzioni?
Tutto questo comporta un turbamento nei cittadini, un indebolimento dell’immagine del Paese e un discredito a livello internazionale. Inoltre si sta ingenerando confusione e radicalizzazione anche nei rapporti fra i cittadini stessi.
Non si può fare oggi la "guerra" alla magistratura, ieri alla Corte Costituzionale, l'altro ieri alla Presidenza della Repubblica, un giorno ai sindacati e un altro a chi non ha risolto il problema rifiuti, trascurando i problemi del Paese. Non può delegittimare le istituzioni né dire certe parole, ma soprattutto non può dire bugie.
Ho sentito membri autorevoli del governo dire che fino ad ora nessun processo ne ha dimostrato la colpevolezza, né lo ha condannato, anzi in qualche caso è stato prosciolto. Certo se il proscioglimento avviene perché vengono cambiati i termini delle prescrizioni, le leggi e quindi i reati, o se col cosiddetto "Legittimo impedimento" (ex Lodo Alfano, ex Lodo Schifani entrambi dichiarati incostituzionali dalla Corte) si sfugge ai processi è facile dire non è stata mai dimostrata la colpevolezza. (Nel processo Mills è stato condannato il corrotto e non il corruttore).
Il comportamento di attaccare la magistratura in nome del consenso popolare, come se il voto fosse catartico, si sta ripetendo troppe volte, e toglie tempo e spazio per impegnarsi di più a risolvere le vere priorità del Paese legandolo alla sorte triste del Presidente?
La pressione fiscale ha raggiunto livelli insopportabili (43,5%), mentre nel programma il governo si impegnava ad abbassarla. La gente perde posti di lavoro, vive nel precariato e nell'immondizia, ma la priorità del governo è difendere di giorno quello che qualcuno fa di sera.
Un'altra considerazione che cito con rammarico, perché non ci fa certo onore.
Vi è un sito (Corruption Perceptions Index) che valuta il livello di corruzione dei paesi del mondo. Il punteggio 10 significa livello di corruzione minimo e il punteggio 0 significa livello di corruzione massimo. L’Italia si trova la 67° posto, dopo il Ruanda, col punteggio di 3,9. (Nel 2009 era di 4,3 e nel 2008 di 4,8. Dal 2005, che era 6,2, sta solo diminuendo). La Germania sta a 7,9, la Francia a 6,8 e la Danimarca (prima) sta a 9,3 da tre anni. Questa è la triste realtà che andrebbe, quanto prima, modificata.
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