18 agosto 2010

Diritti fondamentali, politica, religione e scienza

Se i diritti fondamentali, sanciti oltre due secoli fa dalla Rivoluzione francese: Egalité, Fraternité et Liberté, sono ancora validi;
se i politici nelle campagne elettorali con grande enfasi se ne fanno paladini, aggiungendo che non aumenteranno le tasse, che ridurranno la burocrazia e la spesa pubblica, che saranno a fianco della famiglia e non lasceranno indietro nessuno, che ci sarà lavoro per tutti, ecc.,
dai fatti di questo governo dovrebbe essere chiaro che l’aver parcheggiato centinaia di migliaia di persone nella Cassa integrazione o nella Cassa in deroga e l’aver abbandonato centinaia di migliaia di precari alla disoccupazione e alla miseria è un profanazione della dignità umana peggiore delle leggi ad personam, delle “grandi opere”, delle centrali nucleari, che non pensano a soddisfare le necessità delle persone più bisognose, ma a quelle dei pochi ricchi. In Italia il 10 per delle famiglie ricche detiene il 44 per cento della ricchezza complessiva.
Dall’indagine campionaria della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane, pubblicata nel Bollettino statistico (http://www.bancaditalia.it ), risulta che, nel 2008, la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 10 per cento della ricchezza totale, mentre il 10 per cento più ricco deteneva il 44 per cento della ricchezza complessiva.
Soltanto dei cittadini coscienti ed informati, una politica e uno sviluppo scientifico guidati dall’etica potranno garantirci i diritti inalienabili della vita, della libertà, dell’informazione e del lavoro. È anche chiaro che per raggiungere la giustizia sociale oltre all’informazione, alla politica e la scienza è necessario il contributo della religione. La religione ha contribuito a molte buone cause nella salvaguardia dei diritti fondamentali dell'uomo. Oggi informazione, politica, religione e scienza devono sentirsi ugualmente impegnate e responsabili nel miglioramento globale della condizione umana. Tendere e sperare in una condizione umana migliore per tutti prevarrà sul pessimismo e sull’oppressione. Accettiamo i mali perpetrati dalle azioni di alcuni uomini come una sfida che la ragione e il cuore devono vincere.
L’uomo non può vivere sotto la minaccia dei bisogni ed avere così le ali della mente tarpate, ma deve sperare sempre nel possibile miglioramento della società e nell’eguaglianza per tutti.
Gesualdo, 18 agosto 2010

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