Si avvicinano le regionali ma nessuno parla del nucleare.
Che le giunte di destra appoggeranno le decisioni governative di costruire sul territorio nazionale alcune centrali nucleari nessuno lo dice. Che il signor B ha stipulato un contratto con Sarkozy per installare delle centrali nucleari in Italia nessuno lo rammenta. Le centrali cosiddette "di terza generazione", che il signor B vuole costruire in Italia, dovrebbero durare più di quelle di seconda generazione. Ma nessuno al mondo ha risolto il problema della messa a dimora delle scorie radioattive.
Dove il governo intenda costruire tali centrali nucleari nessuno lo dice. Dove mettere a dimora le scorie radioattive non si dice.
In Campania la giunta uscente ha deliberato che nel proprio territorio non dovranno essere costruite centrali nucleari, né utilizzati territori per il deposito di scorie nucleari. Ma chi ci dice che dopo le elezioni, in caso di vittoria della destra non venga modificata la deliberazione della giunta precedente? Chi ci assicura che il prossimo governatore della Campania saprà resistere alle pressioni del governo?
Leggete i programmi. Aprite gli occhi. Metteteci l’udito. Chiunque non dirà chiaramente che si opporrà alla costruzione di centrali nucleari sul territorio campano non votatelo.
Vi ricordo che a sud, vicino a noi, a Rotondella in provincia di Matera, già esiste l’impianto ITREC (Impianto Trattamento Elementi Combustibile), realizzato nel 1975. Originariamente destinato ad altra attività, oggi è utilizzato come "gestione rifiuti radioattivi". È gestito dall'ENEA e sono presenti rifiuti a bassa e media attività. Mentre a nord abbiamo la centrale nucleare del Garigliano, nel comune di Sessa Aurunca (CE). L'impianto, costruito nel 1963, venne fermato nel 1978 per problemi di varia natura. Attualmente è inattivo. In esso vi sono stoccati circa 2.200 mc di scorie radioattive, che, entro il 2016, dovrebbero essere smaltite (dove?) con ripristino ambientale dell’area.
1 febbraio 2010
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