A cosa pensano i nostri governanti? Invece di dibattere sui problemi degli italiani si cerca di rivalutare un corruttore con condanna in via definitiva.
Pubblico sul mio blog uno stralcio della lettera di Stefano Pedica sul prossimo dibattito al senato sul pluricondannato Craxi, che per non provare le patrie galere fuggì e morì all’estero dove è sepolto.
“I guai giudiziari del Premier non vengono cancellati solo a forza di leggi ad personam, ma anche attraverso la promozione di una cultura di depenalizzazione e assoluzione omertosa dei reati presso la pubblica opinione. Infatti, ragionano i sodali di Berlusconi, se a Craxi, che è stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese), senza contare tutti i processi estinti per morte del reo, e a cui sono stati accertati come minimo 150 miliardi di introiti illeciti, si intitola una Via di Milano, centro operativo del giro di finanziamenti illeciti da lui messo in piedi, come volete che appaia, agli occhi dei cittadini italiani, chi è “soltanto” indagato per corruzione in atti giudiziari all’interno del processo Mills e per una tangente di “soli” 600mila dollari? Così si distrugge lo stato di diritto e la legalità: non solo stravolgendo la Costituzione che dovrebbe reggere il futuro dell’Italia, ma anche mortificando e mistificando la memoria del nostro passato.”
Vi sembra che così si rispetta l’invito del Presidente della repubblica a pensare ai problemi degli italiani?
4 gennaio 2010
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