[Pubblicato da http://www.ildialogo.org/VerificaEsistenzaCommenti.php?f=http://www.ildialogo.org/elezioni/dibattito_1264889244.htm ]
Ancora una legge in favore del signor B e di migliaia di disonesti, ladri, truffatori, corrotti, inquisiti e condannati. Mentre altrettante migliaia di cittadini e le loro famiglie non vedranno più fatta giustizia. Sì perché il nome dato di “processo breve” è una truffa.
Perché se si vuole diminuire la durata di un processo non si impongono dei tempi ma si danno maggiori mezzi e più uomini. Invece imponendo un tempo lo si affossa. È un vero e proprio aborto. Questa non è giustizia. Certo sarebbe auspicabile che la giustizia sia “breve”. Ma ciò si fa dando maggiori mezzi e più uomini ai tribunali. Dall’inizio dell’anno l’agenda del Parlamento è soprattutto improntata all’interesse di poche persone che tentano di sfuggire alla giustizia. E che persone! Il signor B, in occasione della faccenda di Noemi ha dato una prima versione, giurando sui figli. Poi ne ha dato altre tre. Si è incontrato con signore compiacenti in cambio di favori sessuali, alcuni le chiamano escort (altra truffa); mette a disposizione i mezzi dello stato per trasportare cantanti e amiche, ma il cittadino paga; è in rottura con la moglie, ma fa il paladino della famiglia, approva leggi disumane, ma ha ottimi rapporti con le alte gerarchie del Vaticano, tiene in casa stallieri mafiosi e poi li proclama eroi, è imputato per falso in bilancio, appropriazione indebita (Mediaset), corruzione (Mills), frode fiscale (Mediaset), … Povera Italia.
Dove sono andate a finire le belle parole espresse dal Presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno di assegnare nel lavoro del governo la priorità alle esigenze dei cittadini?
30 gennaio 2010
22 gennaio 2010
Processo breve
[Pubblicato su http://www.ildialogo.org/VerificaEsistenzaCommenti.php?f=http://www.ildialogo.org/elezioni/dibattito_1264269361.htm ]
"http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/elezioni/dibattito_1264269361.htm"
Ho una confusione nella mente: qualcosa che ha come aggettivo "breve" vuol dire che si fa o non si fa?
Forse perché il significato delle parole non è più quello del vocabolario.
Forse perchè le parole devono tradurre i problemi di verità in problemi di potere.
Forse perché i media devono alzare l’audience.
Insomma se qualcosa è “breve” vuol dire che si fa o non si fa?
Dal dizionario Sabatini Coletti si legge:
breve [brè-ve] agg.
1 Che dura poco SIN rapido: lavoro b.; laurea b.; conciso: discorso b. essere b., non tirarla in lungo a b. termine (o a b. scadenza), entro poco tempo; tra b., tra poco tempo in b., rapidamente • locc. cong. testuali a, per farla b.; in b., isolate da pause, anteposte o interposte alla frase, con il sign. di “insomma”, “in sintesi”: loro, in b., non verranno
Cioè “breve” si riferisce a qualcosa che si fa in un tempo limitato. Vuol dire che si fa. Il processo breve è quel processo che si fa in tempo breve. Dal vocabolario si capisce che si riferisce a qualcosa che si fa, quindi il processo si fa.
Con la legge denominata “Processo breve” il processo, dopo un "breve" tempo, non si fa più. Insomma, in breve, in sintesi, dopo un "breve" periodo, il processo non si fa.
Avete capito? Allora un processo è breve perché si fa o non si fa?
Insomma se un processo si fa in breve tempo il processo si fa. Se non si fa, non è più un processo, ma è una prescrizione breve e il processo non si fa.
Io ho le idee un po' confuse. E voi?
L’altra grande trovata è che la legge si applica anche ai processi già iniziati. Quindi salva “qualcuno che già si sa”. E per quelli non si fa. Quindi si fa la prescrizione breve.
Ci siamo capiti?
Allora il processo si fa o non si fa?
Per alcuni sì e per alcuni no.
Bisognerebbe correggere il vocabolario:
“breve”: rapido, conciso, entro poco tempo, ... ma per alcuni sì e per alcuni no.
"http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/elezioni/dibattito_1264269361.htm"
Ho una confusione nella mente: qualcosa che ha come aggettivo "breve" vuol dire che si fa o non si fa?
Forse perché il significato delle parole non è più quello del vocabolario.
Forse perchè le parole devono tradurre i problemi di verità in problemi di potere.
Forse perché i media devono alzare l’audience.
Insomma se qualcosa è “breve” vuol dire che si fa o non si fa?
Dal dizionario Sabatini Coletti si legge:
breve [brè-ve] agg.
1 Che dura poco SIN rapido: lavoro b.; laurea b.; conciso: discorso b. essere b., non tirarla in lungo a b. termine (o a b. scadenza), entro poco tempo; tra b., tra poco tempo in b., rapidamente • locc. cong. testuali a, per farla b.; in b., isolate da pause, anteposte o interposte alla frase, con il sign. di “insomma”, “in sintesi”: loro, in b., non verranno
Cioè “breve” si riferisce a qualcosa che si fa in un tempo limitato. Vuol dire che si fa. Il processo breve è quel processo che si fa in tempo breve. Dal vocabolario si capisce che si riferisce a qualcosa che si fa, quindi il processo si fa.
Con la legge denominata “Processo breve” il processo, dopo un "breve" tempo, non si fa più. Insomma, in breve, in sintesi, dopo un "breve" periodo, il processo non si fa.
Avete capito? Allora un processo è breve perché si fa o non si fa?
Insomma se un processo si fa in breve tempo il processo si fa. Se non si fa, non è più un processo, ma è una prescrizione breve e il processo non si fa.
Io ho le idee un po' confuse. E voi?
L’altra grande trovata è che la legge si applica anche ai processi già iniziati. Quindi salva “qualcuno che già si sa”. E per quelli non si fa. Quindi si fa la prescrizione breve.
Ci siamo capiti?
Allora il processo si fa o non si fa?
Per alcuni sì e per alcuni no.
Bisognerebbe correggere il vocabolario:
“breve”: rapido, conciso, entro poco tempo, ... ma per alcuni sì e per alcuni no.
20 gennaio 2010
Loggia P2
In ordine alfabetico:
Belusconi Silvio tessera n. 1816.
Cicchitto Fabrizio tessera n. 2232.
Gervaso Roberto tessera n. 622.
Belusconi Silvio tessera n. 1816.
Cicchitto Fabrizio tessera n. 2232.
Gervaso Roberto tessera n. 622.
Il senato approva
Mi preoccupo per il mio paese. Il senato approva il processo breve e non pensa ai problemi della gente: al lavoro, alle tasse, alla giustizia.
Si pensa a far abortire migliaia di processi che sottrarranno alla giustizia delinquenti e lestofanti di molti generi.
Spero in uno scatto di orgoglio dei cittadini che si sentono calpestati e maltrattati da questa legge. L’Italia dei valori si è opposta con tutti i mezzi alla sua approvazione e continuerà a farlo in ogni sede nel rispetto della uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, come sancisce la nostra Costituzione. Ed anche nel rispetto di tante persone cadute per farla rispettare.
Si pensa a far abortire migliaia di processi che sottrarranno alla giustizia delinquenti e lestofanti di molti generi.
Spero in uno scatto di orgoglio dei cittadini che si sentono calpestati e maltrattati da questa legge. L’Italia dei valori si è opposta con tutti i mezzi alla sua approvazione e continuerà a farlo in ogni sede nel rispetto della uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, come sancisce la nostra Costituzione. Ed anche nel rispetto di tante persone cadute per farla rispettare.
19 gennaio 2010
Perché candidarsi?
Pubblico la lettera di presentazione di Giulio Cavalli, candidato in Lombardia per le prossime regionali nelle liste dell'Italia dei Valori.
Perché candidarsi? Questa è la domanda che mi sono posto più e più volte. La domanda che ricorre e rincorre i miei sostenitori, amici e probabilmente anche chi mi è avverso. C’è un’altra domanda che richiede spazio, prima di dare la risposta: perché non candidarsi? Da molto tempo il concetto che riempie il mio quotidiano, il mio teatro, il mio indagare la contemporaneità e le sue storture lo definisco: la bellezza dell’impegno. Non un concetto teorico, o una frase ad uso della stampa, delle televisioni. La realtà non è un oggetto immutabile nelle sue perversioni, nel suo essere nemica dei deboli, nella sua natura ricattatoria sul lavoro, prevaricante quando è anche solo un posto su un autobus ad un anziano o a una donna incinta. La realtà non è mutevole, la cambiamo noi, per davvero. Attraverso gli strumenti della bellezza di cui ognuno di noi è portatore sano e attraverso l’operosità dell’impegno, cioè dell’alzarsi la mattina e non cedere mai il passo né alla disperazione né al qualunquismo né all’indifferenza. Odio gli indifferenti, amo le differenze. Diciamoci la verità: la politica è stata sottratta ai cuori delle persone. Non solo l’hanno sottratta ma abbrutita a tal punto da renderla un campo fangoso. Chi vuole attraversarla non può che sporcarsi. No grazie. Questa si chiama rassegnazione. La politica è il mezzo con cui si può creare un cambiamento reale e profondo. La politica è la possibilità di elevare la qualità di vita di tutti, è la possibilità di creare una solidarietà che non compare solo per le emergenze, ma è costante, come l’avvicendarsi delle stagioni. Può essere vista come impopolare la candidatura? Può essere vista come contaminazione o addirittura corrosione di una mia integrità artistica ed esistenziale? Bene, che lo sia. Perché il mio salire sul palco, il mio raccontare a voce alta le infiltrazioni della ndrangheta in Lombardia, il mio raccontare la strage di Linate o lo scempio della pedofilia già mi hanno posto nella condizione di essere sicuramente contaminato. Non voglio la comodità di una sedia, che sia quella del palco da dove posso ergermi a cantore del presente corrotto, o la sedia del politico che architetta alleanze e strategie a beneficio di pochi. Voglio essere presente sul palco della quotidianità, sul palco del tempo in cui vivo, sul palco della società civile che dice: basta. Perché un giorno non voglio trovarmi in platea a rimpiangere di non essermi alzato e aver partecipato. Non voglio pentirmi di aver soltanto applaudito alla mia vita perché ho fatto scelte equilibrate che mi hanno dato consenso e benevolenza. No, grazie. Ancora una volta. Coerentemente con la mia vita mi pongo ogni giorno scelte difficili, impopolari, ma seguo soltanto ciò che ho nel cuore e nella pancia, la volontà inestinguibile di essere presente, partecipe a me stesso e alla società di cui sono parte. Questa è la bellezza dell’impegno. Soltanto questo.
Giulio Cavalli
Perché candidarsi? Questa è la domanda che mi sono posto più e più volte. La domanda che ricorre e rincorre i miei sostenitori, amici e probabilmente anche chi mi è avverso. C’è un’altra domanda che richiede spazio, prima di dare la risposta: perché non candidarsi? Da molto tempo il concetto che riempie il mio quotidiano, il mio teatro, il mio indagare la contemporaneità e le sue storture lo definisco: la bellezza dell’impegno. Non un concetto teorico, o una frase ad uso della stampa, delle televisioni. La realtà non è un oggetto immutabile nelle sue perversioni, nel suo essere nemica dei deboli, nella sua natura ricattatoria sul lavoro, prevaricante quando è anche solo un posto su un autobus ad un anziano o a una donna incinta. La realtà non è mutevole, la cambiamo noi, per davvero. Attraverso gli strumenti della bellezza di cui ognuno di noi è portatore sano e attraverso l’operosità dell’impegno, cioè dell’alzarsi la mattina e non cedere mai il passo né alla disperazione né al qualunquismo né all’indifferenza. Odio gli indifferenti, amo le differenze. Diciamoci la verità: la politica è stata sottratta ai cuori delle persone. Non solo l’hanno sottratta ma abbrutita a tal punto da renderla un campo fangoso. Chi vuole attraversarla non può che sporcarsi. No grazie. Questa si chiama rassegnazione. La politica è il mezzo con cui si può creare un cambiamento reale e profondo. La politica è la possibilità di elevare la qualità di vita di tutti, è la possibilità di creare una solidarietà che non compare solo per le emergenze, ma è costante, come l’avvicendarsi delle stagioni. Può essere vista come impopolare la candidatura? Può essere vista come contaminazione o addirittura corrosione di una mia integrità artistica ed esistenziale? Bene, che lo sia. Perché il mio salire sul palco, il mio raccontare a voce alta le infiltrazioni della ndrangheta in Lombardia, il mio raccontare la strage di Linate o lo scempio della pedofilia già mi hanno posto nella condizione di essere sicuramente contaminato. Non voglio la comodità di una sedia, che sia quella del palco da dove posso ergermi a cantore del presente corrotto, o la sedia del politico che architetta alleanze e strategie a beneficio di pochi. Voglio essere presente sul palco della quotidianità, sul palco del tempo in cui vivo, sul palco della società civile che dice: basta. Perché un giorno non voglio trovarmi in platea a rimpiangere di non essermi alzato e aver partecipato. Non voglio pentirmi di aver soltanto applaudito alla mia vita perché ho fatto scelte equilibrate che mi hanno dato consenso e benevolenza. No, grazie. Ancora una volta. Coerentemente con la mia vita mi pongo ogni giorno scelte difficili, impopolari, ma seguo soltanto ciò che ho nel cuore e nella pancia, la volontà inestinguibile di essere presente, partecipe a me stesso e alla società di cui sono parte. Questa è la bellezza dell’impegno. Soltanto questo.
Giulio Cavalli
17 gennaio 2010
La disoccupazione aumenta
I dati di Bankitalia sono freddi e il gradiente di crescita è esponenziale. Più del due per cento rispetto allo scorso anno e più sette per cento rispetto a due anni fa.
Ma secondo i media più influenti di questo non se ne deve parlare altrimenti si alimenta il pessimismo.
Per il governo non se ne deve parlare perché la crisi è passata.
Ma il dato reale è che oltre il 10% di disoccupati non sanno come tirare avanti.
Ma secondo i media più influenti di questo non se ne deve parlare altrimenti si alimenta il pessimismo.
Per il governo non se ne deve parlare perché la crisi è passata.
Ma il dato reale è che oltre il 10% di disoccupati non sanno come tirare avanti.
16 gennaio 2010
Chi ci governa
Il ministro Maroni ha una condanna di 4 mesi e 20 giorni di reclusione per aggressione (ha morso) agli agenti della Digos.
14 gennaio 2010
NONU
5 motivi (fra tanti) per dire No al Nucleare.
Salute: in caso di incidente le conseguenze sono pericolosissime. Si pensi a Cernobil (1986). La nube radioattiva contaminò buona parte dell’Europa. 100.000 persone furono evacuate. Migliaia furono i morti (1). Le conseguenze sulla salute di qualsiasi specie vivente sono state “pesanti”. Tumori, malattie, nascite con deformazioni, latte, frutta e verdura da buttare, terreni da decontaminare ed altre conseguenze che si pagano ancora oggi.
Scorie: nessuno al mondo ha mai risolto il problema di dove mettere le scorie radioattive a lunga vita in luoghi veramente sicuri per il tempo necessario. Attualmente paghiamo (sulle bollette elettriche) 400 milioni di euro per smaltire le scorie del vecchio nucleare.
Tempi : per costruire una centrale nucleare occorrono diversi anni. Per la centrale nucleare di Olkiluoto in Finlandia furono previsti 7 anni (2002-2009). Oggi si prevede la messa in funzione nel 2011. La costruzione è in ritardo già di due anni. Si sono contate 2300 «deviazioni dagli standard di qualità» richiesti. Sono stati registrati episodi di tre categorie: minori, significativi e critici. E' un modo raffinato per dire che ci sono stati degli incedenti e delle modifiche al progetto perché non rispondeva più agli standard di sicurezza.
Costi: generalmente i costi preventivati sono alti e non vengono rispettati; infatti quasi sempre si raddoppiano. Il terzo reattore di Olkiluoto, un impianto da 1600 MW (milioni di watt), doveva costare 2,5 miliardi di euro. Oggi si calcola che il costo complessivo sarà di 5 miliardi di euro. In caso di incidente andrebbero inclusi i costi di decontaminazione dell'ambiente e quelli incalcolabili di malattie, tumori e morti.
Economia: Warren Buffet un imprenditore statunitense, ha rifiutato l’opzione nucleare per gli Stati Uniti. Wall street e investitori privati hanno voltato le spalle all’energia nucleare. Le centrali nucleari vengono sempre realizzate con convenzioni. Costruirne una è economicamente sconveniente, ma se pagano i cittadini …e qualche governo ne sceglie la strada, … si può fare.
_______
Note
1. Il rapporto ufficiale redatto da agenzie dell’ONU (e altre) stila un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4000 presunti (che non sarà possibile associare direttamente al disastro) per tumori e leucemie su un arco di 80 anni.
Il bilancio ufficiale è contestato dalle associazioni antinucleariste.
________
Salute: in caso di incidente le conseguenze sono pericolosissime. Si pensi a Cernobil (1986). La nube radioattiva contaminò buona parte dell’Europa. 100.000 persone furono evacuate. Migliaia furono i morti (1). Le conseguenze sulla salute di qualsiasi specie vivente sono state “pesanti”. Tumori, malattie, nascite con deformazioni, latte, frutta e verdura da buttare, terreni da decontaminare ed altre conseguenze che si pagano ancora oggi.
Scorie: nessuno al mondo ha mai risolto il problema di dove mettere le scorie radioattive a lunga vita in luoghi veramente sicuri per il tempo necessario. Attualmente paghiamo (sulle bollette elettriche) 400 milioni di euro per smaltire le scorie del vecchio nucleare.
Tempi : per costruire una centrale nucleare occorrono diversi anni. Per la centrale nucleare di Olkiluoto in Finlandia furono previsti 7 anni (2002-2009). Oggi si prevede la messa in funzione nel 2011. La costruzione è in ritardo già di due anni. Si sono contate 2300 «deviazioni dagli standard di qualità» richiesti. Sono stati registrati episodi di tre categorie: minori, significativi e critici. E' un modo raffinato per dire che ci sono stati degli incedenti e delle modifiche al progetto perché non rispondeva più agli standard di sicurezza.
Costi: generalmente i costi preventivati sono alti e non vengono rispettati; infatti quasi sempre si raddoppiano. Il terzo reattore di Olkiluoto, un impianto da 1600 MW (milioni di watt), doveva costare 2,5 miliardi di euro. Oggi si calcola che il costo complessivo sarà di 5 miliardi di euro. In caso di incidente andrebbero inclusi i costi di decontaminazione dell'ambiente e quelli incalcolabili di malattie, tumori e morti.
Economia: Warren Buffet un imprenditore statunitense, ha rifiutato l’opzione nucleare per gli Stati Uniti. Wall street e investitori privati hanno voltato le spalle all’energia nucleare. Le centrali nucleari vengono sempre realizzate con convenzioni. Costruirne una è economicamente sconveniente, ma se pagano i cittadini …e qualche governo ne sceglie la strada, … si può fare.
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Note
1. Il rapporto ufficiale redatto da agenzie dell’ONU (e altre) stila un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4000 presunti (che non sarà possibile associare direttamente al disastro) per tumori e leucemie su un arco di 80 anni.
Il bilancio ufficiale è contestato dalle associazioni antinucleariste.
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13 gennaio 2010
Bonus gas
Bonus gas
Dal 15/12/2009 è possibile richiedere il bonus per il gas metano. Vengono considerati i consumi a partire dal 01/01/ 2009, per le domande presentate entro il 30/04/2010.
Lo possono richiedere tutti i clienti domestici che hanno un ISEE
Non superiore a 7.500,00 € (fino a 3 figli a carico), e non superiore a 20.000,00 € (con più di 3 figli a carico).
I moduli si possono trovare sui link: Modulo A (forniture individuali) Modulo B (forniture individuali + centralizzate) Scarica il Modulo C (forniture centralizzate) Scarica il Modulo D (forniture cessate – solo per richieste di Bonus retroattivo) Scarica il Modulo E (dichiarazione sostitutiva atto di notorietà per famiglie numerose) Scarica il Modulo F (delega per l'incasso del bonifico domiciliato – solo per richieste di Bonus retroattivo)
Vanno presentati al Comune di residenza.
Per informazioni è possibile chiamare il numero verde 800 166 654 dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00.
Dal 15/12/2009 è possibile richiedere il bonus per il gas metano. Vengono considerati i consumi a partire dal 01/01/ 2009, per le domande presentate entro il 30/04/2010.
Lo possono richiedere tutti i clienti domestici che hanno un ISEE
Non superiore a 7.500,00 € (fino a 3 figli a carico), e non superiore a 20.000,00 € (con più di 3 figli a carico).
I moduli si possono trovare sui link: Modulo A (forniture individuali) Modulo B (forniture individuali + centralizzate) Scarica il Modulo C (forniture centralizzate) Scarica il Modulo D (forniture cessate – solo per richieste di Bonus retroattivo) Scarica il Modulo E (dichiarazione sostitutiva atto di notorietà per famiglie numerose) Scarica il Modulo F (delega per l'incasso del bonifico domiciliato – solo per richieste di Bonus retroattivo)
Vanno presentati al Comune di residenza.
Per informazioni è possibile chiamare il numero verde 800 166 654 dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00.
11 gennaio 2010
La torre più alta del mondo il Burj Khalifa di Dubai
[Pubblicato da Il Dialogo.org nella sezione Editoriali: http://www.ildialogo.org/ShowIndex.php?sez=editoriali]
In questi giorni tutti i media hanno parlato della realizzazione della torre più alta del mondo. Il Burj Khalifa (la Torre del Califfo) è alto 828 metri di acciaio, calcestruzzo e vetro conquista il guinness dei primati. È 320 metri in più del “Taipei 101“, il grattacielo sito nella capitale di Taiwan che, fino a pochi giorni fa, deteneva il primato. Ne hanno parlano come una grande conquista dell’essere umano, come espressione della potenza dell’uomo capitalista. Negli articoli e nei servizi, venivano fatti i paragoni con le precedenti torri che, col trascorrere del tempo, hanno perso il loro primato. Ricordando anche le torri gemelle di New York che oramai non esistono più. Molti avevano una patina di dolce euforia che nascondeva un messaggio abbastanza chiaro: “Con i soldi posso arrivare dove voglio”. Io, homo sapiens sapiens, posso sfidare le leggi della natura e della fisica, posso arrivare anche fino al cielo. Il sistema nervoso della nostra società è troppo malleabile alle pressioni mediatiche. Esso si adegua ai cambiamenti che hanno un gradiente piccolo, ai fenomeni ed eventi graduali, come per la torre. Infatti essa è stata paragonata con quelle precedenti che ora sembrano sempre più piccole e del tutto normali e possibili. Così la società è indotta a pensare che sia cosa buona e giusta, espressione della potenza economica, perché così dicono la maggioranza e i più seguiti mezzi di informazione. Ma quando poi per una causa umana o naturale succede una disgrazia si piangono i morti, si leccano le ferite si contano i danni. E la colpa è sempre degli ‘altri’. Allora i mass media dimenticano le glorie cantate all’atto delle inaugurazioni.
Che ne sarà di questa torre che già si pensa verrà sottoutilizzata perché dieci anni fa, quando fu progettata, la crisi non esisteva, né si pensava che potesse arrivare? Intimamente in ognuno di noi scatta un senso di ‘gloria’ pensando che l’uomo è forte, è potente e può arrivare a mete tecnologicamente così alte da sfidare le leggi e gli equilibri della natura. Però trascura e dimentica quelle dell’umanità, della solidarietà e dello spirito. A cosa serve arrivare in alto quanto si vuole se poi si calpestano la dignità, la libertà e i diritti di altri uomini? Ci vuole qualcosa che minacci molto seriamente una delle nostre più care illusioni, ci vuole la sfida psicologica di un grosso pericolo scampato, il superamento di una grave malattia, o la morte improvvisa di un amico… per farci prendere coscienza delle illusioni e della futilità di molte cose alle quali diamo valore e a cui ci aggrappiamo nel corsa della nostra vita.
Anche in Italia impera il glorioso capitalismo. Continuiamo a progettare e/o a costruire grandi opere: il ponte più lungo del mondo ad una sola campata, autostrade più larghe, treni più veloci ma poco puntali, luci dappertutto, (anche dove non servono, anche se provocano inquinamento luminoso, dando fastidio alla natura e alle piante), grandi grattacieli, ecc.. Molte di queste opere vengono costruite con i soldi del petrolio che inquina l’aria di tutti, o con attività criminali, o con attività imprenditoriali operanti in scantinati ammuffiti, per niente igienici e scarsamente agibili. Una vita inumana fatta di schiavitù, di gente e, a volte, perfino bambini che vengono sfruttati e costretti a lavorare per oltre dodici ore al giorno nella stessa struttura dove si dorme, insieme ai compagni di sventura, in camerate uniche condividendo in luoghi comuni i propri bisogni, affetti e sentimenti. Tutto ciò ai margini o dentro città stracolme di supermercati e di immensi cartelloni pubblicitari inneggianti alla ‘bella vita’ e allo spreco, di strade intasate da automobili e gente che perde ore e ore nel traffico semiparalizzato che fiancheggia ‘montagne’ di rifiuti nauseabondi, buttando nella spazzatura quintali e quintali di pane al giorno di cui 180 quintali al giorno solo a Milano [Corriere della sera].
Una società capitalistica, ben rappresentata dagli articoli e i servizi dei mass media in occasione dell’inaugurazione del Burj Khalifa di Dubai, che sembra anelare ad un solo scopo: fare-soldi.
Questa società del fare-soldi pensa solo al presente senza capire, o, peggio, fregandosene delle conseguenze delle sue azioni sull’umanità e sul futuro. Conseguenze che possono essere pericolose per l’intera specie, perché, Gaia, il pianeta in cui viviamo ha le sue regole e i suoi equilibri raggiunti in miliardi di anni. Questo comportamento sta caricando un peso e una responsabilità enormi sulle spalle delle generazioni future.
Chissà se portando i capi di stato sulla torre più alta del mondo riuscissero a vedere meglio i problemi che assillano l’umanità: la fame nel mondo, abbiamo superato il miliardo di affamati [fonte FAO], i diritti umani, la solidarietà, la valorizzazione delle donne, i danni ambientali, i cambiamenti climatici…, solo così la torre avrebbe raggiunto il suo scopo più alto.
Gesualdo 11 gennaio 2010
In questi giorni tutti i media hanno parlato della realizzazione della torre più alta del mondo. Il Burj Khalifa (la Torre del Califfo) è alto 828 metri di acciaio, calcestruzzo e vetro conquista il guinness dei primati. È 320 metri in più del “Taipei 101“, il grattacielo sito nella capitale di Taiwan che, fino a pochi giorni fa, deteneva il primato. Ne hanno parlano come una grande conquista dell’essere umano, come espressione della potenza dell’uomo capitalista. Negli articoli e nei servizi, venivano fatti i paragoni con le precedenti torri che, col trascorrere del tempo, hanno perso il loro primato. Ricordando anche le torri gemelle di New York che oramai non esistono più. Molti avevano una patina di dolce euforia che nascondeva un messaggio abbastanza chiaro: “Con i soldi posso arrivare dove voglio”. Io, homo sapiens sapiens, posso sfidare le leggi della natura e della fisica, posso arrivare anche fino al cielo. Il sistema nervoso della nostra società è troppo malleabile alle pressioni mediatiche. Esso si adegua ai cambiamenti che hanno un gradiente piccolo, ai fenomeni ed eventi graduali, come per la torre. Infatti essa è stata paragonata con quelle precedenti che ora sembrano sempre più piccole e del tutto normali e possibili. Così la società è indotta a pensare che sia cosa buona e giusta, espressione della potenza economica, perché così dicono la maggioranza e i più seguiti mezzi di informazione. Ma quando poi per una causa umana o naturale succede una disgrazia si piangono i morti, si leccano le ferite si contano i danni. E la colpa è sempre degli ‘altri’. Allora i mass media dimenticano le glorie cantate all’atto delle inaugurazioni.
Che ne sarà di questa torre che già si pensa verrà sottoutilizzata perché dieci anni fa, quando fu progettata, la crisi non esisteva, né si pensava che potesse arrivare? Intimamente in ognuno di noi scatta un senso di ‘gloria’ pensando che l’uomo è forte, è potente e può arrivare a mete tecnologicamente così alte da sfidare le leggi e gli equilibri della natura. Però trascura e dimentica quelle dell’umanità, della solidarietà e dello spirito. A cosa serve arrivare in alto quanto si vuole se poi si calpestano la dignità, la libertà e i diritti di altri uomini? Ci vuole qualcosa che minacci molto seriamente una delle nostre più care illusioni, ci vuole la sfida psicologica di un grosso pericolo scampato, il superamento di una grave malattia, o la morte improvvisa di un amico… per farci prendere coscienza delle illusioni e della futilità di molte cose alle quali diamo valore e a cui ci aggrappiamo nel corsa della nostra vita.
Anche in Italia impera il glorioso capitalismo. Continuiamo a progettare e/o a costruire grandi opere: il ponte più lungo del mondo ad una sola campata, autostrade più larghe, treni più veloci ma poco puntali, luci dappertutto, (anche dove non servono, anche se provocano inquinamento luminoso, dando fastidio alla natura e alle piante), grandi grattacieli, ecc.. Molte di queste opere vengono costruite con i soldi del petrolio che inquina l’aria di tutti, o con attività criminali, o con attività imprenditoriali operanti in scantinati ammuffiti, per niente igienici e scarsamente agibili. Una vita inumana fatta di schiavitù, di gente e, a volte, perfino bambini che vengono sfruttati e costretti a lavorare per oltre dodici ore al giorno nella stessa struttura dove si dorme, insieme ai compagni di sventura, in camerate uniche condividendo in luoghi comuni i propri bisogni, affetti e sentimenti. Tutto ciò ai margini o dentro città stracolme di supermercati e di immensi cartelloni pubblicitari inneggianti alla ‘bella vita’ e allo spreco, di strade intasate da automobili e gente che perde ore e ore nel traffico semiparalizzato che fiancheggia ‘montagne’ di rifiuti nauseabondi, buttando nella spazzatura quintali e quintali di pane al giorno di cui 180 quintali al giorno solo a Milano [Corriere della sera].
Una società capitalistica, ben rappresentata dagli articoli e i servizi dei mass media in occasione dell’inaugurazione del Burj Khalifa di Dubai, che sembra anelare ad un solo scopo: fare-soldi.
Questa società del fare-soldi pensa solo al presente senza capire, o, peggio, fregandosene delle conseguenze delle sue azioni sull’umanità e sul futuro. Conseguenze che possono essere pericolose per l’intera specie, perché, Gaia, il pianeta in cui viviamo ha le sue regole e i suoi equilibri raggiunti in miliardi di anni. Questo comportamento sta caricando un peso e una responsabilità enormi sulle spalle delle generazioni future.
Chissà se portando i capi di stato sulla torre più alta del mondo riuscissero a vedere meglio i problemi che assillano l’umanità: la fame nel mondo, abbiamo superato il miliardo di affamati [fonte FAO], i diritti umani, la solidarietà, la valorizzazione delle donne, i danni ambientali, i cambiamenti climatici…, solo così la torre avrebbe raggiunto il suo scopo più alto.
Gesualdo 11 gennaio 2010
7 gennaio 2010
Potere e libertà
Due concetti che cozzano fra loro.
Se penso ad un uomo veramente libero mi vengono in mente san Francesco, quei monaci tibetani scalzi o degli eremiti, cioè quelle persone che si staccano completamente dalle cose materiali di questo mondo.
Se penso ad un uomo veramente libero mi vengono in mente san Francesco, quei monaci tibetani scalzi o degli eremiti, cioè quelle persone che si staccano completamente dalle cose materiali di questo mondo.
Insomma fra libertà e potere il rapporto è inversamente proporzionale: più aumenta il potere più diminuisce la libertà e viceversa: minore è il potere, maggiore è la libertà.
C'è chi sceglie il potere e c'è chi sceglie la libertà.
5 gennaio 2010
L’IDV cresce
Pochi politici stanno combattendo per i diritti civili e del lavoro a fianco delle gente. L’IDV è l’unica forza politica che lo sta facendo. E per questo è l’unica forza politica che sta crescendo politicamente e moralmente.
L’IDV sta divenendo sempre più la stella polare della speranza per tantissime famiglie. L’unica opposizione chiara e forte a questa maggioranza arrogante e razzista che tutto piega ai suoi ottusi egoismi, persino i discorsi del capo dello stato.
L’altro partito di opposizione nicchia, si barcamena e lascia fare. Aspettando al varco delle elezioni l’esplosione della gente che non ne può più delle bugie e delle false promesse. Ma la gente a chi voterà a chi gli è a fianco o a chi nicchia?
Col congresso nazionale del 5, 6 e 7 febbraio molte cose saranno chiarite e il nostro partito risulterà più forte e più convincente.
L’IDV sta divenendo sempre più la stella polare della speranza per tantissime famiglie. L’unica opposizione chiara e forte a questa maggioranza arrogante e razzista che tutto piega ai suoi ottusi egoismi, persino i discorsi del capo dello stato.
L’altro partito di opposizione nicchia, si barcamena e lascia fare. Aspettando al varco delle elezioni l’esplosione della gente che non ne può più delle bugie e delle false promesse. Ma la gente a chi voterà a chi gli è a fianco o a chi nicchia?
Col congresso nazionale del 5, 6 e 7 febbraio molte cose saranno chiarite e il nostro partito risulterà più forte e più convincente.
4 gennaio 2010
Craxi: il pluricondannato
A cosa pensano i nostri governanti? Invece di dibattere sui problemi degli italiani si cerca di rivalutare un corruttore con condanna in via definitiva.
Pubblico sul mio blog uno stralcio della lettera di Stefano Pedica sul prossimo dibattito al senato sul pluricondannato Craxi, che per non provare le patrie galere fuggì e morì all’estero dove è sepolto.
“I guai giudiziari del Premier non vengono cancellati solo a forza di leggi ad personam, ma anche attraverso la promozione di una cultura di depenalizzazione e assoluzione omertosa dei reati presso la pubblica opinione. Infatti, ragionano i sodali di Berlusconi, se a Craxi, che è stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese), senza contare tutti i processi estinti per morte del reo, e a cui sono stati accertati come minimo 150 miliardi di introiti illeciti, si intitola una Via di Milano, centro operativo del giro di finanziamenti illeciti da lui messo in piedi, come volete che appaia, agli occhi dei cittadini italiani, chi è “soltanto” indagato per corruzione in atti giudiziari all’interno del processo Mills e per una tangente di “soli” 600mila dollari? Così si distrugge lo stato di diritto e la legalità: non solo stravolgendo la Costituzione che dovrebbe reggere il futuro dell’Italia, ma anche mortificando e mistificando la memoria del nostro passato.”
Vi sembra che così si rispetta l’invito del Presidente della repubblica a pensare ai problemi degli italiani?
Pubblico sul mio blog uno stralcio della lettera di Stefano Pedica sul prossimo dibattito al senato sul pluricondannato Craxi, che per non provare le patrie galere fuggì e morì all’estero dove è sepolto.
“I guai giudiziari del Premier non vengono cancellati solo a forza di leggi ad personam, ma anche attraverso la promozione di una cultura di depenalizzazione e assoluzione omertosa dei reati presso la pubblica opinione. Infatti, ragionano i sodali di Berlusconi, se a Craxi, che è stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese), senza contare tutti i processi estinti per morte del reo, e a cui sono stati accertati come minimo 150 miliardi di introiti illeciti, si intitola una Via di Milano, centro operativo del giro di finanziamenti illeciti da lui messo in piedi, come volete che appaia, agli occhi dei cittadini italiani, chi è “soltanto” indagato per corruzione in atti giudiziari all’interno del processo Mills e per una tangente di “soli” 600mila dollari? Così si distrugge lo stato di diritto e la legalità: non solo stravolgendo la Costituzione che dovrebbe reggere il futuro dell’Italia, ma anche mortificando e mistificando la memoria del nostro passato.”
Vi sembra che così si rispetta l’invito del Presidente della repubblica a pensare ai problemi degli italiani?
3 gennaio 2010
Il discorso del Presidente
Il Parlamento che rappresenta la nazione deve ascoltare le parole del Capo dello stato e assegnare alla sua agenda le priorità del paese. La prima priorità della società è il lavoro: la dimensione che dà dignità all’uomo, lo fa sentire parte viva ed integrante della società e lo rende libero dalle esigenze primarie. Purtroppo, la disoccupazione e il ricorso alla cassa integrazione sono aumentate in maniera esponenziale, e quando gli aiuti sociali e le riserve familiari saranno finiti molte famiglie si troveranno a combattere in una dimensione di povertà che toglie la dignità, che riduce la capacità di pensare e quindi anche di fare scelte libere, prediligendo prima quelle dettate dalla necessità.
Questo fenomeno generale sarà molto più evidente al Sud. I precari, i cassaintegrati e i disoccupati aumentano man mano che passa il tempo. L’anno nuovo è arrivato ma i propositi e le promesse dello scorso anno non sono stati attuati. Già il 31 dicembre 2008 il Presidente Napolitano ammonì sulla necessità di predisporre ammortizzatori sociali più ampi e dei paracadute per tutti coloro che avrebbero perso il lavoro e per le loro famiglie. Purtroppo dopo i plausi del bel discorso presidenziale del 2008 e i relativi scambi di gentilezze e auguri ognuno è tornato in Parlamento a pensare a propri affari e alle proprie ottuse esigenze pensando poco alle esigenze del paese. Si è pensato a istituire le ‘ronde’ e togliere sostegni alle forze dell’ordine, a tacciare gli extracomunitari di delinquenza, a far rientrare ‘puliti’ i soldi sottratti al fisco dai furbi e delinquenti, di problemi giudiziari di alcuni deputati, e persino di fatti personali quali divorzi, trans ed escort: tutti problemi che interessavano la nazione!
Caro Presidente la ringrazio per tutti i tuoi buoni consigli, propositi e auguri che ci ha dato. Spero che quest’anno, diversamente da quello scorso, si pensi soprattutto alle famiglie e alle loro esigenze.
Questo fenomeno generale sarà molto più evidente al Sud. I precari, i cassaintegrati e i disoccupati aumentano man mano che passa il tempo. L’anno nuovo è arrivato ma i propositi e le promesse dello scorso anno non sono stati attuati. Già il 31 dicembre 2008 il Presidente Napolitano ammonì sulla necessità di predisporre ammortizzatori sociali più ampi e dei paracadute per tutti coloro che avrebbero perso il lavoro e per le loro famiglie. Purtroppo dopo i plausi del bel discorso presidenziale del 2008 e i relativi scambi di gentilezze e auguri ognuno è tornato in Parlamento a pensare a propri affari e alle proprie ottuse esigenze pensando poco alle esigenze del paese. Si è pensato a istituire le ‘ronde’ e togliere sostegni alle forze dell’ordine, a tacciare gli extracomunitari di delinquenza, a far rientrare ‘puliti’ i soldi sottratti al fisco dai furbi e delinquenti, di problemi giudiziari di alcuni deputati, e persino di fatti personali quali divorzi, trans ed escort: tutti problemi che interessavano la nazione!
Caro Presidente la ringrazio per tutti i tuoi buoni consigli, propositi e auguri che ci ha dato. Spero che quest’anno, diversamente da quello scorso, si pensi soprattutto alle famiglie e alle loro esigenze.
2 gennaio 2010
Agenda del Parlamento
Se dobbiamo dialogare cominciamo dai problemi della gente: il lavoro.
Questo governo non riesce a garantire il posto di lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori (anche se ne aveva promessi milioni ). Dopo i pacadute degli ammortizzatori sociali e delle riserve familiari queste persone si troveranno in uno stato di povertà. I giovani non riescono ad entrare proprio nel mondo del lavoro. Tutt’al più qualche contratto a progetto, sicurezza minima o nessuna, salvo casi ‘avviati’ e ‘pilotati’. La situazione è indegna per un paese come il nostro. Il Parlamento dovrebbe mettere in discussione questo problema prima di tutto. Bisogna affrontare il problema del lavoro e della gente disoccupata. Le famiglie di queste persone si troveranno in condizioni di povertà assurde per un paese civile.
Questo governo non riesce a garantire il posto di lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori (anche se ne aveva promessi milioni ). Dopo i pacadute degli ammortizzatori sociali e delle riserve familiari queste persone si troveranno in uno stato di povertà. I giovani non riescono ad entrare proprio nel mondo del lavoro. Tutt’al più qualche contratto a progetto, sicurezza minima o nessuna, salvo casi ‘avviati’ e ‘pilotati’. La situazione è indegna per un paese come il nostro. Il Parlamento dovrebbe mettere in discussione questo problema prima di tutto. Bisogna affrontare il problema del lavoro e della gente disoccupata. Le famiglie di queste persone si troveranno in condizioni di povertà assurde per un paese civile.
L'anno nuovo
Caro lettore, è giunto l’anno nuovo. Anche se l'obiettivo principale del 2009: mandare a casa questa maggioranza non è stato raggiunto (ma se ne avuta l'occasione, mancata per l'assenza di alcuni parlamentari), quest'anno tanti sono stati i successi e tante sono state le battaglie a cui abbiamo partecipato caricandoci di problemi che interessano la gente e che portiamo avanti in ogni sede sia parlamentare, sia locale. Continuiamo ad essere attivi e a mantenere un atteggiamento propositivo. In questo nostro operato ci conforta la crescita che stiamo avendo anche grazie alla rete e alle migliaia di persone che ci seguono e ci sostengono. La rete, il nostro impegno e la sincera passione sono la vera garanzia di libertà e indipendenza di tutti. Continueremo a batterci per la difesa degli operai, della famiglia, degli onesti contribuenti e dell'ambiente. Noi di Italia dei Valori lo continueremo a fare mettendoci ancora più impegno e passione. Questa è la nostra promessa per il 2010. I propositi sono sempre i migliori, ma come spesso accade dal dire al fare c’è di mezzo il mare. Allora impariamo a nuotare e cerchiamo di andare avanti nell’interesse di tutti. Perché se stiamo bene tutti avremo una società più equa (come vuole anche il Presidente della repubblica) e più serena. Fare l’interesse di pochi è enormemente errato. Pochi stanno bene e molti stanno male. Se invece il bene viene ripartito un poco a tutti si avrà più giustizia sociale e più concordia.
Buon 2010!
Buon 2010!
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