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Il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?
Il summit di Copenhagen è finito. Impegni precisi per la riduzione dell'immissione di gas serra pochissimi. Soltanto impegni economici. Ci risiamo. Si continua a pensare al denaro. Si continua a pensare che tutto è comprabile che tutto ha un prezzo. NO. Non è così.
Gaia, il pianeta che vive, non viene a patti con l’uomo. Si tratta di un sistema vivente che ha le sue regole e i suoi equilibri. Se rompiamo questi equilibri dovremo subire le forze immense della natura che non fa patti con i denari. Come succede spesso gli accordi non accontentano nessuno. Questo di Copenhagen è certamente fra essi. La differenza è che in questi summit non si parla di prezzi di petrolio o di carne. Qui si parla di cambiamenti climatici, si parla del futuro delle generazioni e della possibilità di sopravvivenza della specie. È assurdo continuare a far prevalere la logica del profitto. È assurdo continuare a fare solo proclami. È assurdo non prendere provvedimenti seri e stringenti con croprogrammi che stabiliscono le percentuali massime immissibili nell’atmosfera. L’andamento del riscaldamento terrestre va monitorato e le percentuali vanno riallineate costantemente.
Il lato positivo, il bicchiere mezzo pieno, è che unanimamente è stato riconosciuto che i cambiamenti climatici non sono fantascienza. E chi parla di cambiare il modello di sviluppo della società non viene più considerato un “matto” da isolare nell’interesse supremo del profitto. Tutti oramai siamo convinti che l’uomo e le sue attività stanno incidendo sul riscaldamento globale e che bisogna assolutamente prendere dei provvedimenti. Cominciamo prima di tutto noi. Ognuno di noi contribuisce alla produzione di anidride carbonica e alla immissione di gas serra nell’atmosfera. Pertanto ognuno di noi deve iniziare ora a cambiare stile di vita. Ognuno di noi deve mettere in atto comportamenti sobri e orientati al minimo dispendio di energia. Facciamolo subito non comprando i prodotti troppo inquinanti. La legge del profitto lo capirà e subito si adeguerà.
Se noi non compreremo più i SUV (tre tonnellate e mezzo di ferraglia per trasportare settanta chili di cristiano), se non compreremo più apparecchi troppo energivori, se useremo di più la testa e il buon senso nelle nostre piccole, ma importanti, azioni quotidiane, se applicheremo comportamenti sobri e rispettosi dell’ambiente, anche la logica del profitto, quella del consumo senza fine e dello spreco inutile, cambierà. Il mercato è sensibile, molto sensibile, alle scelte dei consumatori. Pertanto non ci facciamo orientare dalla pubblicità e dai modelli propinati fino all'imposizione dalle multinazionali. Cominciamo ad usare la testa prima di tutto noi. I politici ci seguiranno, il mercato pure e Gaia e le generazioni future ci ringrazieranno.
Gesualdo, 19 dicembre 2009
20 dicembre 2009
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