31 dicembre 2009

BUON 2010

Voglio rivolgere a tutti imiei lettori i più sinceri auguri di un anno di serenità e salute, di solidarietà e fiducia di riforme e equità.
Buona fine anno e felice 2010.

29 dicembre 2009

Interessi

A 256 miliardi di euro ammontano gli interessi che paga l’Italia per il debito pubblico.
Cioè, considerando in cifra tonda, la popolazione italiana di 60.000.000 di persone occorrono 4.266 euro a testa (compreso neonati e ultranovantenni) per pagare gli interessi del debito pubblico!!!? Quattro stipendi di un operaio medio? Mah!!! Siamo matti? E continuiamo a sprecare? E continuiamo, senza fermarci a riflettere su come mettere subito una toppa e poi prendere dei provvedimenti a lungo termine. Ma dove vogliamo arrivare? Boh!!!

Trattamento economico dei deputati

La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche.Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.
Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006).L'indennità è corrisposta per 12 mensilità.
L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75). [totale lordo 11.697,64]
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965.La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.
Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.
Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.(Totale somme rosse 26.313,19 euro).
Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.
Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Assegno vitalizio
Il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.Modifiche alla disciplina dell'assegno vitalizio(Deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007)1) Per i deputati eletti per la prima volta a decorrere dalla XVI legislatura l'importo dell'assegno vitalizio varierà da un minimo del 20 per cento ad un massimo del 60 per cento.2) A decorrere dalla XVI legislatura è stata soppressa la facoltà per il deputato di riscattare, mediante contribuzione volontaria, gli anni di mandato non esercitati in caso di legislature incomplete. A seguito di tale soppressione i periodi di versamento dei contributi coincidono necessariamente con gli anni effettivi di mandato.3) La sospensione del pagamento dell'assegno vitalizio è stata estesa al caso in cui il titolare del vitalizio assuma successivamente al 1° gennaio 2008 cariche pubbliche che prevedano una indennità il cui importo sia pari o superiore al 40 per cento dell'indennità parlamentare; alla sospensione non si procede qualora l'interessato opti per l'assegno vitalizio in luogo dell'indennità. [tratto dal sito del Parlamento]

27 dicembre 2009

On. Cicchitto

Tessera piduista n. 2232.

25 dicembre 2009

Siamo a Natale

Pubblicato da http://www.ildialogo.org/VerificaEsistenzaCommenti.php?f=http://www.ildialogo.org/ambiente/riflessioni_1261667891.htm

DOPO COPENHAGEN

Una settimana fa si è concluso il convegno di Copenhagen. Hanno partecipato oltre 100 nazioni e per questo le aspettative erano molte. Altrettanto sono state le delusioni. Perché i risultati veri con programmi e limiti non ci sono stati. La soddisfazione, se la misuriamo come il rapporto fra risultati e aspettative, è stata bassissima, molto inferiore all’unità. Si è pensato solo in termini di denaro, come se l’aumento della temperatura del pianeta sia una questione pagabile e negoziabile come un qualsiasi prezzo. Si pensa di risolvere tutto con i soldi, dando la propria disponibilità a contribuire a un fondo di 100 miliardi di dollari da elargire ai paesi poveri entro il 2020. Sono stati stabiliti solo impegni economici e “Si è preso atto” dell’accordo fra le grandi potenze economiche che hanno riconosciuto la necessità di abbattere le emissioni di gas serra. Se continuiamo a pensare in questo modo che tutto è comprabile non andremo lontano. Non possiamo continuare con questo modello di società propinatoci dalla pubblicità e dalle potenti organizzazioni economiche, che ci invitano, quasi imponendocelo, a consumare, a sprecare come se il pianeta e le sue risorse energetiche fossero infinite.
Siamo a Natale e intendo fare a tutti i più sinceri auguri di una vera rinascita, di un vero cambiamento. Ma se accendo la tv, apro i giornali, ascolto i mezzi di informazione è tutto un turbinio di luci, di stelle, di gente felice e allegra, di pubblicità di inviti al consumo, ai regali materiali, a spendere, a spendere. Questo è il significato dalla nascita del Bambino in una grotta, il più povero fra i poveri? Questa la notizia del Natale? Questa la parola di Gesù? Non lo credo proprio. I poveri e chi non arriva alla terza settimana cosa deve fare? L’emigrato che in Italia grazie a leggi inumane è un delinquente come deve sentirsi un uomo? Ma la società non cambia neanche di fronte a comportamenti disumani, di cui riferisco solo il “Bianco Natale” proposto dalla Lega e per il quale ho inviato una mia sdegnata lamentela al Presidente della repubblica.
L’uomo non cambia, neanche di fronte a fenomeni catastrofici, siano essi climatici, geologici o finanziari. Pare che intimamente, e un po’ nel proprio egoismo, ognuno pensa che a lui non dovranno mai capitare eventi negativi. Ma certo è questo che gli propina la pubblicità e i media che suonando la gran cassa delle parole dei politici ripetendo: “La crisi non c’è.” Bugia. “Se c’è è passata.” Assurdo. “Se qualcuno la vede, perché non riesce ad arrivare alla quarta settimana, è solo psicologica”. Incredibile fino a che punto si riesce a mistificare la realtà.
Tutto, per i potenti, va bene, tutto deve concorre al consumo e allo spreco “imposto” dalla pubblicità soprattutto in questo periodo natalizio. Questo modo di vedere il Natale è solo per i ricchi che possono permettersi ciò che i media pubblicizzano, ma dimentica i poveri, i diversi, gli afflitti, i fratelli abbandonati. Non facciamoci imbonire dalla pubblicità e dai potenti. Combattiamo il consumismo e lo spreco. Ma neanche possiamo pensare che pochi uomini possano cambiare il mondo. Il cambiamento non può dipendere da pochi uomini migliori, ma da tanti uomini migliori. Il cambiamento deve venire dal basso: da ognuno di noi. Prima di criticare i risultati di Copenhagen guardiamo i nostri comportamenti e orientiamoli alla sobrietà, alla solidarietà, al minimo dispendio di energia. Buon Natale a tutti.
Gesualdo, 24 dicembre 2009

20 dicembre 2009

E’ terminato il vertice di Copenhagen

[Pubblicato da http://www.ildialogo.org/VerificaEsistenzaCommenti.php?f=http://www.ildialogo.org/ambiente/riflessioni_1261265063.htm]

Il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?

Il summit di Copenhagen è finito. Impegni precisi per la riduzione dell'immissione di gas serra pochissimi. Soltanto impegni economici. Ci risiamo. Si continua a pensare al denaro. Si continua a pensare che tutto è comprabile che tutto ha un prezzo. NO. Non è così.
Gaia, il pianeta che vive, non viene a patti con l’uomo. Si tratta di un sistema vivente che ha le sue regole e i suoi equilibri. Se rompiamo questi equilibri dovremo subire le forze immense della natura che non fa patti con i denari. Come succede spesso gli accordi non accontentano nessuno. Questo di Copenhagen è certamente fra essi. La differenza è che in questi summit non si parla di prezzi di petrolio o di carne. Qui si parla di cambiamenti climatici, si parla del futuro delle generazioni e della possibilità di sopravvivenza della specie. È assurdo continuare a far prevalere la logica del profitto. È assurdo continuare a fare solo proclami. È assurdo non prendere provvedimenti seri e stringenti con croprogrammi che stabiliscono le percentuali massime immissibili nell’atmosfera. L’andamento del riscaldamento terrestre va monitorato e le percentuali vanno riallineate costantemente.
Il lato positivo, il bicchiere mezzo pieno, è che unanimamente è stato riconosciuto che i cambiamenti climatici non sono fantascienza. E chi parla di cambiare il modello di sviluppo della società non viene più considerato un “matto” da isolare nell’interesse supremo del profitto. Tutti oramai siamo convinti che l’uomo e le sue attività stanno incidendo sul riscaldamento globale e che bisogna assolutamente prendere dei provvedimenti. Cominciamo prima di tutto noi. Ognuno di noi contribuisce alla produzione di anidride carbonica e alla immissione di gas serra nell’atmosfera. Pertanto ognuno di noi deve iniziare ora a cambiare stile di vita. Ognuno di noi deve mettere in atto comportamenti sobri e orientati al minimo dispendio di energia. Facciamolo subito non comprando i prodotti troppo inquinanti. La legge del profitto lo capirà e subito si adeguerà.
Se noi non compreremo più i SUV (tre tonnellate e mezzo di ferraglia per trasportare settanta chili di cristiano), se non compreremo più apparecchi troppo energivori, se useremo di più la testa e il buon senso nelle nostre piccole, ma importanti, azioni quotidiane, se applicheremo comportamenti sobri e rispettosi dell’ambiente, anche la logica del profitto, quella del consumo senza fine e dello spreco inutile, cambierà. Il mercato è sensibile, molto sensibile, alle scelte dei consumatori. Pertanto non ci facciamo orientare dalla pubblicità e dai modelli propinati fino all'imposizione dalle multinazionali. Cominciamo ad usare la testa prima di tutto noi. I politici ci seguiranno, il mercato pure e Gaia e le generazioni future ci ringrazieranno.
Gesualdo, 19 dicembre 2009

17 dicembre 2009

27^ fiducia

Si è votata ieri (16 dicembre) la VENTISETTESIMA FIDUCIA in Parlamento. In molte nazioni questa procedura non esiste perché toglie al Parlamento il diritto di discutere sulle leggi. Nelle nazioni in cui esiste viene usata raramente e solo per motivi importantissimi per il funzionamento dello stato come il bilancio. In Germania nell’ultimo mandato della Merkel è stata usata cinque volte. In Francia è possibile usarla massimo due volte all’anno e solo su questioni importantissime come il bilancio e comunque solo in parlamento e non nel senato. In Italia si continua a calpestare la democrazia. Il Parlamento non è libero di esprimersi sugli emendamenti. Con la fiducia è escluso e non può opporre validi motivi alla sua approvazione. Tutto ciò crea tensione nel paese. Occorre il rispetto delle istituzioni, prima di tutto da parte di chi le rappresenta. Questo comportamento crea una retroazione che si ritorce proprio contro chi non le rispetta. La presidenza della Camera ha definito “deprecabile” la decisione del governo di porre la fiducia sulla finanziaria. Le tensioni nelle istituzioni creano disagio sociale che può divenire una miccia per una situazione che va sempre più diventando esplosiva. Rispettiamo le regole e le istituzioni per il bene del paese.

14 dicembre 2009

Hanno ferito il signor B

Premetto che sono contro ogni forma di violenza. Essa va combattuta e contrastata. Condanno con tutte le mie forze l’atto di violenza contro il signor B, ma non dimentichiamo quello che sta facendo quest’uomo che oramai crede di essere onnipotente e quindi di poter fare quello che gli pare. Nel comizio tenuto pochi minuti prima dell’attentato ha parlato male di un gruppetto di contestatori completando con “Vergogna. Vergogna.Vergogna”. Chi semina vento raccoglie tempesta dice un vecchio proverbio.
Ribadisco il mio no ad ogni forma di violenza, ma in quanto a espressioni violente e clima avvelenato, il signor B è maestro. Ricordo alcune espressioni, diciamo, ‘colorite’:
il signor B ha dato del “coglioni” agli italiani?
il signor B ha dato del “malati di mente” ai giudici?
il signor B ha tuonato contro la Corte costituzionale?
il signor B ha parlato contro i Presidenti della repubblica?
il signor B ha detto che ha le palle?
è stato il signor B membro della loggia segreta P2 guidata dal maestro venerabile Licio Gelli?
è stato il signor B amico di Craxi ?
il signor B ha detto di “voler strozzare” gli autori della Piovra?
è il signor B è amico di mafiosi?
è stato il signor B amico dello ”stalliere” Mangano?
è il signor B è cavaliere della repubblica?
sono cavalieri della repubblica Callisto Tanzi e Francesco De Lorenzo?
il signor B sta portando avanti i problemi del lavoro, della sicurezza, della scuola, della giustizia?
il signor B sta approvando leggi che aiutano i ‘poveri’ cittadini a far rientrare i capitali dall’estero?
È aumentato di 15 miliardi di euro in un mese il debito pubblico superando i 1800 miliardi di euro?
Sta il signor B dando i fondi alle procure per poter operare più in fretta?
Sta il signor B dando la benzina alle auto della polizia?
il signor B fa mancare alle 462.000 auto blu la benzina, l’autista e l’assistenza meccanica?
Sta il signor B facendo arrestare i clandestini il cui reato è considerato molto più grave del falso in bilancio e delle false fatture?
È il signor B è imputato per:
- falso in bilancio,
- appropriazione indebita (Mediaset)
- frode fiscale (Mediaset)
- corruzione (Mills)?
Beati gli italiani che hanno un uomo con le palle e anche col sangue e di colore rosso. Ma questi attributi ce li abbiamo anche noi.
Buona convalescenza.

9 dicembre 2009

Chi fa di più contro la mafia

Riporto una lettera inviata come commento nel blog. La lettera è intitolata "Lettera aperta al capo del governo che "più di ogni altro ha fatto nella lotta alla mafia" ". Il testo è stato copiato ed incollato nel mio blog da un cittadino e proviene da un altro blog "grilloparlante".
Le parole scritte da Aloi, autore della lettera, sono di una semplicità disarmante. Ad esse aggiungo una mia riflessione sulle innnumerevoli auto blu . In Italia vi sono 462.000 auto blu e queste non hanno problemi di efficienza. Per fare un paragone in America ve ne sono 70.000 e in Germania 62.000.

La lettera:
Egregio sig. capo del governo che più ha fatto nella lotta alla mafia,le vorrei chiedere perchè ,ella unitamente ai suoi ministri millanta risultati,nella lotta alla criminalità organizzata,che non le competono.Non le competono perchè ella ,insieme ai suoi ministri,ha operato ed opera con «Molta propaganda, molti spot e pochissima concretezza»Vediamo perchè,cominciamo con le Procure. Alcune Procure sono prive sia del capo sia dei sostituti; altre hanno scoperture di organico anche del 60 per cento.Alla Procura di Palermo,ad esempio, mancano ben 16 pubblici ministeri. Se ella e il suo Governo, che più ha fatto nella lotta alla mafia, volesse garantire la sicurezza dei cittadini metterebbe Procure e Questure in condizioni di operare in modo dignitosoSe ella e il suo Governo, che più ha fatto nella lotta alla mafia,volesse prendersi dei meriti non saremmo al paradosso ,ad esempio,di auto della polizia guaste e ferme in garage. Le riparazioni non si possono fare, mancano i fondi,non saremmo al paradosso di mancanza di carburante per i veicoli,di mancanza di toner per le fotocopiatrici, di mancanza della carta per redigere verbali,tanto che oggi stava per essere riciclato un documento storico,per quello che può importarle,l'ordine di servizio del 23 maggio 92 si proprio quello del giorno della strage di Capaci dove persero la vita un magistrato,a cui non fu dato il tempo di diventare una toga "rossa"la di lui moglie,anch'essa magistrato e i ragazzi della scorta:le ricordo quei nomi:Giovanni Falcone,Francesca Morvillo,Vito Schifani,Rocco Dicillo,Antonio Montinaro.Scusi la divagazione sig. capo del governo che più ha fatto nella lotta alla mafia,torniamo al nostro discorso . I commissariati sono al collasso, con una sola volante a disposizione.A rischio è la sicurezza dei cittadini. Alcuni poliziotti anticipano di tasca propria i soldi per piccole riparazioni alle vetture, pur di evitare di doverle lasciare in officina,sarò più preciso, sig. capo del governo che più ha fatto nella lotta alla mafia,Roma e Napoli (500 auto ferme in garage), a Palermo il dato è allarmante: su 530 tra autovetture e moto assegnate alla questura, 140 sono ferme alla caserma Lungaro, nella sezione Motorizzazione. Dal guasto di pochi euro per una frizione fuori uso si passa anche a spese da mille euro per motori sui quali gravano migliaia di chilometri.Le maggiori ripercussioni hanno investito i commissariati, che in media dovrebbero disporre di sette-dieci auto, a seconda dell´importanza dell´ufficio. Invece il 60 per cento delle macchine sono ferme.A ogni turno dai commissariati esce sempre la stessa auto, con il risultato che i mezzi fuori uso alla Lungaro sono destinati ad aumentare.questa è la situazione di Palermo,per esempio,quella Palermo dove ci sono stati gli arresti più clamorosi,di cui lei reclama il merito, effettuati dagli agenti che non solo operano in queste condizioni,che definire disagiate è poco,ma che lei neanche paga regolarmente,questi agenti hanno effettuato gli arresti perchè coordinati da quelle "toghe"che lei definisce rosse ma che sono insieme agli agenti i soli ad essere legittimati ad attribuirsene i meriti,non lei e neanche quei buffoni dei suoi galoppini.Come risponde ,sig. capo del governo che più ha fatto nella lotta alla mafia?tanto le dovevo...un cittadino che non si sente rappresentatoda lei ne dal suo governo..
Aloi Calabrese

7 dicembre 2009

HOPE-NHAGEN: Speranzopoli

Oggi sono iniziati i lavori della quindicesima conferenza ONU sui cambiamenti climatici. Ha aperto i lavori il ‘padrone’ di casa: il premier danese Rasmussen che ha detto "Nei prossimi giorni Copenaghen sarà Hopenaghen", facendo riferimento alla parola hope che significa speranza. Hanno aderito 103 premier e capi di stato. La speranza sui risultati del convegno di Copenhagen è grande. Il tempo stringe e non si può più pensare che i potenti della terra proclamino propositi altisonanti nei summit e poi tornino nelle proprie nazioni senza mettere in atto quando vanno predicando, come è capitato per il protocollo di Kyoto.
La speranza, perché possa camminare – non ricordo chi l’ha detto - ha bisogno di due gambe: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno nei riguardi di chi continua a insinuare che la situazione non è poi così drammatica, che in altre epoche è già capitato un innalzamento della temperatura, che i cambiamenti climatici non dipendono dall’uomo se non in minima parte, che chi vivrà vedrà. Sembra lo stesso ritornello delle multinazionali del tabacco che mettevano in dubbio i risultati scientifici degli effetti del fumo sulla salute umana. La situazione, purtroppo, è preoccupante. Nell’ultimo secolo, il grafico della anidride carbonica (CO2) sta aumentando in maniera esponenziale e parallelamente ad esso aumenta quello della temperatura. Si stanno avendo aumenti eccessivi dell’immissione di CO2 nell’atmosfera. Dal Monthly and annual atmospheric CO2 record from continuous measurements at Jubany Station, Antarctica risulta che nell’anno 2007 eravamo giunti a 381 parti per milione di volume (ppmv). Prima dell’epoca dell’industrializzazione, nel 1850 eravamo a 280 ppmv. Il limite previsto dagli scienziati è di 450 ppmv. Oltre questo limite andremo incontro ad aumenti di temperatura eccessivi (fra 2 e 6 °C) con conseguenti cambiamenti climatici insopportabili e catastrofici: desertificazione, fenomeni atmosferici estremi, scioglimenti dei ghiacciai, innalzamento della temperatura degli oceani, innalzamento delle acque e allagamento di tutte le zone costiere con conseguente pressione demografica, variazione della biodiversità, ecc.
Nessuno riflette che questo modello di società e lo stile di vita del mondo industrializzato, basato sul consumo e sullo spreco irrazionale, potrebbe portare l’umanità verso l’apocalisse? La situazione diventa sempre più grave. Bisogna prenderne coscienza al più presto. Lo dobbiamo fare tutti.
Passiamo all’altra gamba della speranza: il coraggio.
Ora, adesso occorre il coraggio di modificare le nostre abitudini con comportamenti più sobri, più solidali, più rispettosi dell’ambiente.
Ora, adesso, occorre il coraggio di superare l’ottuso egoismo dei potentissimi interessi economi delle multinazionali e delle organizzazioni criminali. A cosa servono i vantaggi economici a spese della salute di Gaia: il pianeta che vive, come lo definì il matematico James Lovelock? A cosa serve arricchirsi se poi non avremo più l’aria per respirare, l’acqua per bere e il fuoco per riscaldarci?
Ora, adesso occorre il coraggio di prendere le decisioni che non potranno prendere le future generazioni e alle quali rischiamo di lasciare un pianeta irrimediabilmente malato.
Le possibilità ci sono: produzione di energia da fonti rinnovabili, uso di macchine tecnologicamente avanzate che sostituiscano quelle più energivore, reti di trasmissioni più efficienti, uso razionale dell’energia da parte dell’uomo, tasse esponenziali a chi inquina, fermare l’abbattimento e l’incendio delle foreste, obbligare le industrie a seguire il prodotto dalla nascita fino al suo coretto smaltimento recuperando e riciclando i componenti, come fa madre natura.
È in gioco il destino dell’umanità. Salvare l’uomo e le specie che abitano questo pianeta con i suoi cieli azzurri, boschi verdi e acque limpide è un impegno morale.
ORA, ADESSO DOBBIAMO IMPEGNARCI A FARLO.
Gesualdo, 07 dicembre 2009

6 dicembre 2009

Ancora Copenhagen

[pubblicato da http://www.ildialogo.org/VerificaEsistenzaCommenti.php?f=http://www.ildialogo.org/ambiente/notizie_1259997137.htm]

Informare per conoscere e conoscere per proteggere.

Lunedì inizia il vertice di Copenhagen. Tutti dobbiamo prestare attenzione e far giungere ai grandi della terra il nostro pensiero come stanno facendo egregiamente le organizzazioni ambientaliste. Il rischio grave è che nel summit non si prendano decisioni precise, impegni concreti con un programma temporale effettivo e con scadenze certe. Obama ha proclamato di voler ridurre del 17% le immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, ma rispetto a quelle dell’anno 2005. Nel Trattato di Kyoto l’anno di riferimento è il 1990. Ridurre del 17% rispetto alla quantità di immissioni dell’anno 2005 significa ridurre di circa il 4-5% di quelle del 1990 e questo è davvero poco se si vuole dare il segnale forte di un impegno serio contro l’aumento della temperatura nell’atmosfera . Di grande impatto è stata l’iniziativa di affiggere a Copenhagen i manifesti dei capi di stato invecchiati di qualche decennio che dicono: “Scusa se non sono riuscito ad evitare i cambiamenti climatici”. Certamente occorre pressare i capi di stato affinché prendano decisioni ed impegni concreti con un cronoprogramma certo. Insomma vorremmo meno proclami eclatanti e più fatti. Ma questo lo dobbiamo fare prima noi.

Ognuno di noi contribuisce all’aumento di gas serra e ognuno di noi può e deve fare qualcosa. Oltre a far sentire la nostra opinione ai nostri governanti che ci rappresentano, occorre passare ai fatti. Quindi cominciamo da casa nostra. Dobbiamo acquisire un metodo di comportamenti sobri e rispettosi dell’ambiente. Abbassiamo di due gradi la temperatura di casa e se abbiamo freddo indossiamo un pullover. Mangiamo meno carne. Consumiamo cibi locali. Non facciamo una spesa troppo abbondante col rischio altissimo di far deperire le derrate. Non lasciamo inutilmente accesi gli apparecchi elettrici (lampade, stufe, ecc.). Non lasciamo in standby le apparecchiature elettroniche (computer, televisori, radiosveglie, ecc.). Consumano moltissimo. Da un’indagine fatta nel laboratorio di elettrotecnica con i miei alunni abbiamo calcolato che, in una abitazione, solo i led accesi consumano in un anno una quantità di energia pari a quella necessaria per 13 lavaggi di una lavatrice. Ma se stacchiamo la spina di un televisore risparmiamo un’energia cinque volte maggiore di quella suddetta, cioè una energia pari a quella necessaria per 65 lavaggi. Poiché oggi, in molte case, ci sono più di un televisore e tante altre apparecchiature elettroniche che divorano energia (computer, videoregistratore, radiosveglia, ecc.) pensate a quanta energia si potrebbe risparmiare solo con l’accortezza di staccare la spina senza nulla togliere al benessere a alla qualità della vita a cui siamo abituati. Non parliamo poi delle lampadine accese inutilmente. Pensate che una lampadina di 100 watt consuma 3.125 volte quella di un led. E quando lasciamo una stufa accesa, quanta energia sprechiamo? Una stufa accesa consuma fino a venti volte in più dell’energia consumata da una lampadina da 100 watt.

Tutte queste accortezze oltre a costituire, prima di tutto, un grande beneficio per la riduzione delle immissioni di gas serra, a proteggere il nostro ambiente, a non far aumentare la temperatura dell’atmosfera, portano un notevole vantaggio economico personale che può arrivare fino a 600 euro all’anno. In venti anni sarebbero 12.000 euro. Scusate se è poco. Concludendo il summit di Copenhagen inizia lunedì prossimo, ma la riduzione delle immissioni di gas serra nell’atmosfera inizia subito da casa nostra. Buon risparmio.
Gesualdo, 04 dicembre 2009

SI APRE IL CONVEGNO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI DI COPENHAGEN

[Pubblicato da
http://www.ildialogo.org/VerificaEsistenzaCommenti.php?f=http://www.ildialogo.org/ambiente/riflessioni_1259703593.htm ]


I grandi della terra si riuniranno in questo mese a Copenhagen. Il tempo delle scelte è questo. Non si può attendere oltre. L’auspicio è che si concluda con proposte concrete e con tappe precise che, entro il 2020, ci riportino alla situazione di gas serra del 1990. Ma noi dobbiamo far sentire la nostra voce. I politici fanno qualcosa quando c’è la spinta popolare. Le multinazionali con ogni mezzo e sfruttando la loro potenza economica stanno mettendo in dubbio le conclusioni e la credibilità degli scienziati dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Usano la stessa tattica usata dalle multinazionali del tabacco quando alcuni medici incominciarono a sostenere che il fumo provoca il cancro ai polmoni. Dopo decine di anni sappiamo come è andata a finire. Nel 1998 Philip Morris fu condannato a pagare 200 miliardi a coloro che lo avevano citato in giudizio. Con i cambiamenti climatici non sarà così perché ognuno di noi contribuisce con i suoi comportamenti orientati al consumo spesso ‘imposto’ dalla pubblicità.
Se il PIL non cresce, i media mettono con enfasi la notizia in prima pagina per accontentare gli industriali e le multinazionali, perché se non si consuma non possono arricchirsi. Più volte da queste pagine ho detto che questo modello di società ci porta dritto diritto ad un baratro. Immagino la nostra società come un treno che si muove su due rotaie: diritti e doveri. Se non si terrà entro questo binario il treno deraglierà. E spesso ha deragliato: rivoluzioni, guerre, epidemie, disastri. Ma dopo la conta dei morti e dei danni, dopo essersi leccate le ferite, la società ha ripreso come di prima o peggio di prima, utilizzando ‘armi’ sempre più raffinate e meno appariscenti per far si che gli interessi di pochi prevalgono a discapito dei rimanenti.
Nell’ultimo secolo la forbice dei redditi fra il quinto della popolazione più povera e quella più ricca è aumentata: nel 1913 era 11 a 1, nel 1963 era 30 a 1, nel 1990 60 a 1 e nel 2001 siamo arrivati a 80 a 1. Questo andamento dimostra che sempre meno persone detengono più ricchezze e sempre più persone diventano più povere. E questo avviene grazie ad accordi scellerati che vengono stretti fra potere politico e potere economico a discapito delle gente. Il dio denaro mette d’accordo i potenti. L’egoismo ottuso di pochi prevale sui diritti di tutti, anche di fronte alle catastrofi e alla possibilità di mettere in discussione la vita su questo pianeta. Ma credono i potenti di vivere in eterno? Che i loro nipoti non assisteranno all’apocalisse a cui è destinata una simile società? Credono di sistemare tutto cono i soldi? Anche quando la temperatura sarà aumentata di alcuni gradi a causa dell’effetto serra e non potremo più vivere sui questo pianeta? La nostra società, il treno, sta correndo verso il baratro dei cambiamenti climatici irreversibili. L’atmosfera non si accorda con i soldi. L’atmosfera non si purifica con il dio denaro, né potremo dire alle future generazione che non lo sapevamo.
Tuttavia la società continua a correre, all’arricchimento, all’accaparramento anche se, sempre più spesso, bisogna calpestare i diritti umani (una delle due rotaie). Gran parte della gente è mossa dalla speranza di poter diventare come loro, di poter vivere nello sfarzo e nello spreco sfrenato così come vivono i ricchi e i potenti, anche per un solo giorno come è votato un camorrista. Fa niente se sporchiamo l’atmosfera col rischio dell’aumento della temperatura, fa niente se inquiniamo i terreni ove non si potrà più coltivare, fa niente se rubiamo “sorella acqua” ai nostri fratelli. Dove pensate che ci porterà questa corsa imbecille e innaturale? Fermiamoci prima che sia troppo tardi. Rallentiamo questo treno prima che arrivi al punto di non ritorno. Riduciamo drasticamente la manetta dell’acceleratore.
Mettiamo l’uomo e i suoi diritti, ma anche i suoi doveri, al centro della nostra attenzione. Riflettiamo. Questo modello di società consumistica (che, a volte, addirittura impone con la guerra) ci porterà sull’orlo di un baratro. È urgente ridurre l’immissione di gas serra nell’atmosfera, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Lo possiamo fare. Siamo in grado di farlo se saremo uniti nel fare una scelta consapevole di una vita sobria e in simbiosi con la natura, ma dobbiamo farlo subito, adesso, tutti, nel rispetto di noi stessi, nel rispetto delle future generazioni.
Gesualdo, 01 dicembre 2009
Michele Zarrella
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