È passata in Parlamento l’ennesima fiducia, quindi senza la possibilità di discutere, sul decreto legge Ronchi (detto anche decreto omnibus) che prevede la liberalizzazione della gestione dei servizi (gas, trasporti, Tirrenia, made in Italy, ecc.) e fra essi la "privatizzazione" dell’acqua.
L’oro blu dovrà essere gestito entro tre anni da privati e/o da società quotate in borsa.
Per i disservizi, gli aumenti, o quant’altro non potremo più lamentarci presso il nostro sindaco, ma presso una ‘gentile’ voce registrata su un disco che ci dirà (per sette volte sette) di "attendere per non perdere la priorità acquisita" e che probabilmente farà capo a qualche multinazionale con sede in Lussemburg o in qualche paradiso fiscale.
Un sondaggio on line del Corriere della sera chiede: Con la liberalizzazione dei servizi pubblici anche la gestione dell’acqua potrà essere privatizzata. Siete d’accordo?
Risultato: NO 91,5% , SI 8,5% .
E il governo su tutti i media che gli fanno da gran cassa ci propina il solito ritornello che tutto quello che fa è perché lo vuole la gente che l'ha votato. Dal sondaggio risulta tutto l'opposto.
Le prossime guerre si combatteranno per l’acqua, non più per il petrolio.
Questo è un attentato all’umanità.
Persino San Francesco lodava il Signore per averci data sorella acqua, da oggi nostra sorella potrà essere gestita dalle multinazionali.
Facciamo di tutto per opporci a questo ennesimo affronto.
Facciamo un appello al Presidente della Repubblica affinché non firmi questa legge disumana.
18 novembre 2009
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