17 ottobre 2009

Scudo fiscale

Il governo ha approvato lo scudo fiscale. Esultano i ricchi possessori di capitali all’estero. L’esperienza insegna che molte persone portano i soldi all’estero per non pagare le tasse (Pavarotti, Rossi, ecc.) che poi quando sono state pizzicate hanno trattato col fisco, pagando milioni di euro evasi.
Secondo la maggioranza questo provvedimento, come tanti altri, si sta facendo perché i cittadini che hanno votato tale maggioranza lo vogliono (notate che ogni provvedimento del governo viene fatto perché i cittadini lo vogliono) e poi è necessario per far rientrare i capitali dall’estero per poterli investire in Italia. Ottima intenzione. Ma perché queste persone che hanno evaso il fisco debbono poter rientrare i propri capitali al solo tasso del 5%, mentre nella busta paga di un operaio lo stato ne preleva molto di più a seconda della fascia di reddito?
Altra cosa grave è che nello scudo vengono condonati reati gravi come le false fatture, il falso in bilancio, occultazione o distruzione di documenti, omessa o infedele dichiarazione, dichiarazioni fraudolenti. Non punendo tali reati si manda il seguente messaggio: imbrogliate le carte tanto arriva il condono fiscale. Questo è il terzo condono dal 2003, quando furono emanati un condono fiscale e uno edilizio.
Altra considerazione. E se i soldi provengono da operazioni illecite? Furti, spaccio di droga, attività criminose, rapine, ecc. L’anonimato previsto nello scudo fiscale proteggerà queste persone anche da eventuali indagini di polizia e di magistratura.

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