22 ottobre 2009

La crisi e le chiacchere.

La crisi del 2009 ci ha portato quasi al collasso economico. La disoccupazione sta raggiungendo cifre alte, il ricorso alla cassa integrazione aumenta sempre più. Molti precari (500.000 solo nella scuola) non godranno degli ammortizzatori sociali. La banca d’Italia individua 1.600.000 persone che perdono il posto di lavoro. La gente non riesce più a pagare i mutui.
Fino a quando gli ammortizzatori sociali terranno, la famiglia resisterà, si potrà mettere mano alle riserve personali (per chi ce l’ha), ancora lo stato sociale riuscirà a restare a galla, ma nel 2010 tutto questo potrebbe portare ad una situazione conflittuale che potrebbe scoppiare.
È vero, alcuni segni di ripresa ci sono ma la disoccupazione continuerà ad essere alta. Allora i governi non potranno più promettere solo a parole e vanamente a milioni di prsone che la loro è solo una crisi psicologica. Certo essere ottimisti aiuta, ma di fronte alle menzogne e alle promesse non mantenute, la gente non potrà essere ottimista, ma si scontrerà con la dura realtà delle esigenze primarie, del mutuo, dell’alloggio, della scuola, ecc.
Molte cose cambieranno. Occorreranno nuove generazioni politiche che portino avanti nuove idee: innovazione e solidarietà prima di tutto.

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