Il nostro sistema nervoso collettivo non reagisce se non avviene un grosso cambiamento. Occorre una scossa improvvisa per renderci conto del pericolo. Se avviene in modo graduale non avvertiamo con immediatezza il pericolo e siamo capaci di continuare le nostre quotidiane azioni senza reagire.
Occorre una scossa forte perché uno possa vedere la vita da un’altra ottica, i nostri sensi pian piano si abituano alla situazione anche se essa scivola verso il baratro. In Italia di scosse ce ne sono state e ce ne saranno, ma non è cambiato molto. Occorre una scossa forte per risvegliare le coscienze.
La politica sta scivolando verso la rappresentazione di un mondo virtuale. Più spesso si mostra una falsa rappresentazione della realtà tramite la TV, alcune notizie non vengono trasmesse nei principali telegiornali, altre ci martellano quasi a farci il lavaggio del cervello, alcuni politici nei tolk show dicono vere e proprie bugie, ma noi non ci indigniamo più. Accettiamo tutto ciò che ci propinano. Pare che il nostro comportamento sia il seguente: il problema è reale ma forse è troppo grosso per poterlo affrontare. Preferisco tirare dritto per paura di soffrire nel guardare, piuttosto che fermarmi, riflettere e fare qualcosa per risolvere il problema.
Il fare qualcosa comincia nella scelta della classe dirigente. A volte si può sbagliare. Importante è capire l’errore e migliorarsi. Berlusconi ha promesso alla gente che sarebbe stata meglio se votava lui, ha promesso milioni di posti di lavoro, vi pare che sia così la realtà? Se la vedete diversamente è una vostra questione psicologica - riportano i media - e noi ci adeguiamo. La gente la si può imbrogliare una volta, due, ma poi gli elettori capiscono che la realtà non quella virtuale che ci si vuol propinare.
Dobbiamo usare la rete, andare in giro, camminare porta a porta e far capire alla gente la differenza fra l’annuncio e gli atti, fra le chiacchiere e i fatti. Perché nelle televisioni e su alcuni media di proprietà gira cattiva informazione. La televisione è diventata una cattiva maestra. E la gente acquisisce dei concetti soprattutto da queste informazioni che riceve. È chiaro poi che i sondaggi diano anch’essi uno spaccato di una realtà creata ad hoc.
Avete visto dei provvedimenti efficaci riguardanti gli ammortizzatori sociali, l’occupazione e il lavoro, la difesa del territorio? Si sta pensando alle infrastrutture primarie o alle opere faraoniche?
I soldi pubblici vanno spesi secondo un elenco di priorità per la nazione: sanità, scuola, sicurezza, difesa del territorio. Avete visto in che direzione sono stati presi questi provvedimenti? Il servilismo non rende giustizia, ma crea disparità e tensione, a differenza del rispetto delle regole e delle pari opportunità per tutti. Queste due rotaie devono rappresentare il binario su cui deve camminare il treno della nostra società.
Le istituzioni vanno rispettate soprattutto da chi le rappresenta. È questo comportamento che gli dà la giusta autorità. Invece stiamo assistendo all’assalto e al discredito delle istituzioni. Non è il magistrato che sbaglia se indaga su un delinquente. È come dire che è colpa del vigile se fa la multa quando parcheggio l’auto in divieto di sosta. È tempo che i cittadini facciano una scelta fra centro destra e centro sinistra. È tempo del risveglio delle coscienze.
25 ottobre 2009
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