24 maggio 2009

Calendario Comizi

Sabato 23/05 Dalle Ore 22.00 alle 23.00 - Gesualdo - Piazza Neviera

Domenica 24/05 Dalle Ore 23.00 alle 24.00 - Sturno - Piazza M. Aufiero

Domenica 31/05 Dalle Ore 12.00 alle 13.00 - Frigento

Domenica 31/05 Dalle Ore 21.00 alle 22.00 - Gesualdo - Piazza Neviera

Lunedì 1/06 Dalle Ore 22.00 alle 23.00 - Villamaina - Piazza Risorgimento

22 maggio 2009

Comizio a Gesualdo




Sabato 23 maggio dalle ore 15.00 alle ore 16.30 a Baiano (AV) ci sarà l’on. Tonino Di Pietro che saluterà tutti gli amici della provincia di Avellino.

La stessa sera dalle ore 22.00 alle ore 23.00 a Gesualdo (AV) in Piazza Neviera ci sarà la presentazione della mia candidatura alla provincia di Avellino per la lista di Antonio Di Pietro, ITALIA dei VALORI.

Interverranno :
Luciano Ceccacci, segretario provinciale
Mimmo Sarno, decano del partito
Carmine Caracciolo, responsabile locale
Giovanni Caloia (detto Nino Cardarella), responsabile locale

Verranno Trattati i Seguenti Argomenti:

Salute

Ambiente

Lavoro

Valori

Economia

14 maggio 2009

NONU

di Michele Zarrella

Alcuni motivi per dire No al Nucleare

Sono contrario all’attuale tecnologia del nucleare per molte ragioni, ma ne voglio ricordare solo 5. Prima di tutto, come si dice dalle mie parti, ma penso anche dalle vostre, la salute. In caso di incidente, che non si può escludere in nessun processo industriale, le conseguenze sono pericolosissime. Si pensi allo scoppio della centrale nucleare di Cernobil (1986). La nube radioattiva contaminò buona parte dell’Europa. 100.000 persone furono evacuate. Migliaia furono i morti. Il rapporto ufficiale redatto dall’ONU e da altre agenzie fa un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4000 presunti per tumori e leucemie su un arco di 80 anni, che difficilmente sarà possibile associare direttamente al disastro. Tale rapporto è contestato per difetto dalle associazioni antinucleariste. Comunque le conseguenze sulla salute di qualsiasi specie vivente sono state “pesanti”: tumori, malattie, nascite con deformazioni; alimenti come latte, frutta e verdura da buttare, terreni da decontaminare ed altre conseguenze che si pagano ancora oggi e si pagheranno per molto tempo ancora. Occorrono 240.000 anni perché il plutonio si degradi e 300 anni per lo stronzio. Un secondo motivo è che a tutt’oggi nessuna nazione al mondo ha mai risolto il problema di dove mettere a dimora le scorie radioattive. Non esistono sulla terra luoghi veramente sicuri per tutto il lungo tempo necessario. Il terzo motivo è il numero di anni che occorrono per costruire una centrale nucleare. I fautori dicono 5 anni. Per la centrale nucleare di Olkiluoto in Finlandia furono previsti 7 anni (2002-2009). A tutt’oggi la centrale non è entrata un funzione. È prevista la messa in funzione nel 2011: un ritardo già di due anni. Durante i lavori si sono contati 2300 errori, che tecnicamente vengono chiamati «deviazioni dagli standard di qualità» richiesti, per non far capire alla gente di che si tratta. Certo non sono tutti gravi, essi vengono suddivisi in tre categorie: minori, significativi e critici. A seconda dell’errore bisogna aggiustare, modificare, cambiare. E veniamo ai costi. Generalmente gli alti costi preventivati non vengono rispettati, come capita in ogni ‘buon’ progetto pubblico: quasi sempre si raddoppiano. Il terzo reattore di Olkiluoto doveva costare 2,5 miliardi di euro. Oggi si calcola che il costo complessivo sarà di 5 miliardi di euro. Ma nessuno mette in conto che in caso di incidente andrebbero inclusi i costi di decontaminazione, di stoccaggio e quelli incalcolabili di malattie, tumori e morti. Concludo con un ragionamento di tipo economico. Gli investitori non comprano azioni di aziende che puntano sul nucleare. Le centrali nucleari vengono sempre realizzate con sovvenzioni, con le tasse che pagano i cittadini. Costruirne una centrale nucleare non è economicamente conveniente, ma se pagano i cittadini …e il governo è d’accordo, … si può fare.

Gesualdo, 11/05/2009
Michele Zarrella
zarmic@gmail.com
il mio sito: www.michelezarrella.it

12 maggio 2009

Ambiente - Che disastro: il pil non cresce

di Michele Zarrella

SEMPRE più spesso i media parlano di fenomeni climatici estremi e di un pianeta allo stremo. Danno consigli su come comportarsi, quali azioni attuare. Invitano ognuno di noi a fare la sua parte, perché ognuno di noi inquina. Concludono dicendo che la riduzione dei consumi e la lotta agli sprechi è una questione culturale ed etica. Intanto i capi di Stato sembrano impotenti di fronte ai potentissimi ed ottusissimi interessi economici di una società impostata sul consumo e sullo spreco. Se la società dei consumi non consuma, se la crescita dei consumi non aumenta, sulle prime pagine dei giornali si grida al disastro: il PIL (Prodotto interno lordo) non cresce. L’economia si ferma. Gli industriali guadagnano meno. Nessuno riflette che questo modello di società e l’attuale stile di vita potrebbe portare l’umanità verso l’apocalisse? La situazione diventa sempre più grave. Bisogna prenderne coscienza al più presto. Per riflettere su quanto sia urgente affrontare il problema dell’inquinamento e prendere coscienza con immediatezza dello stesso, invito a risolvere questo semplice test:
UNA PIANTA ACQUATICA A FOGLIE LARGHE CRESCE SULLA SUPERFICIE DI UN GRANDISSIMO LAGO RADDOPPIANDO LA SUA GRANDEZZA OGNI ANNO. SAPENDO CHE DOPO 10.000 ANNI COPRIRA’ TUTTO IL LAGO, IN QUALE ANNO NE AVRA’ COPERTO LA META’ ?
Pensateci un po’. . . e poi …controllate la risposta più avanti.
Intanto vi ricordo alcune forme di inquinamento prodotte dall’uomo: immissione di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera, produzione di polveri sottili, processi industriali pericolosi che a volte sfociano in disastri altamente nocivi [?ernobyl (URSS), Bopal (India), Seveso(Italia), ecc.], testate nucleari dismesse e non neutralizzate, milioni di tonnellate di petrolio sversate nei mari, rifiuti non differenziati, foreste abbattute e incendiate, aumento delle onde elettromagnetiche, ecc. il tutto con conseguenze altamente pericolose per la salute dell’uomo (patologie tumorali, ecc.) e per la “salute” del pianeta (effetto serra, variazioni del clima, scioglimento dei ghiacciai, ecc.). Molti di questi fenomeni si autoalimentano creando così un effetto valanga. Ad esempio, se i ghiacciai si sciolgono l’effetto “specchio” dei raggi solari diminuisce e gli oceani si riscaldano di più provocando un maggiore scioglimento dei ghiacciai. E poi, a catena, si avrà l’innalzamento del livello dei mari, che porterà milioni di persone ad abbandonare le proprie abitazioni creando problemi di pressione demografica, che si sommerà a quella dell’aumento della popolazione (nelle tre ultime generazioni è passata da due a sei miliardi di persone), alla crescente richiesta di energia, all’aumento dell’inquinamento e della temperatura dell’atmosfera … e così via; a valanga. L’inquinamento cresce esponenzialmente e potrebbe condurci all’apocalisse. Allora vogliamo fare coscientemente i sacrifici necessari per evitarla o dobbiamo aspettare che ce lo imponga la Natura a modo suo? Però a quel punto non sapremo se sarà possibile tornare indietro, come dimostra la soluzione del test: la metà del lago sarà coperta nel 9.999° anno. Cioè un anno prima dell’ultimo. Infatti l’anno successivo, raddoppiando, coprirà l’intero lago. E soffocherà alcune forme di vita che vi sono in esso?
L’ inquinamento del pianeta potrebbe essere assimilato alla pianta del lago? Se non lo fermiamo subito, potrebbe essere troppo tardi? Gli ultimi anni del test potrebbero essere assimilati alle ultime generazioni umane? Non a caso ho scelto il numero 10.000, essendo circa 10.000 le generazioni di homo sapiens che hanno calcato questo pianeta. Continuare a versare nell’atmosfera tonnellate di gas serra significa rischiare di rendere l’ambiente invivibile, con il rischio che, quando ce ne accorgeremo, per porvi rimedio saremo costretti a grossi sacrifici, o addirittura potrebbe essere troppo tardi, avendo superato il punto di non ritorno?.
Consumare sempre più equivale ad inquinare sempre più. E se fino ad un certo livello la Terra, (intesa come un organismo “vivente” terra-oceani-piante-atmosfera come la definì il matematico James Lovelock, chiamandola Gaia), riesce ad assorbire, trasformare e restituire l’energia necessaria in un ciclo bilanciato, superando quel livello si cominciano a rompere alcuni equilibri con conseguenze che potrebbero essere a catena e divenire inarrestabili e soprattutto insopportabili per la nostra forma di vita.
Se siamo tutti uniti otterremo il risultato. Sfruttando la globalizzazione possiamo spingere l’umanità a prendere coscienza del problema. Qui è in gioco il destino di molte specie, compresa la nostra. Salvare le specie che abitano questo pianeta con i suoi cieli azzurri, boschi verdi e acque limpide è un impegno morale.
Se tutti ci comporteremo rispettando l’ambiente, non sprecando energia, utilizzando fonti rinnovabili per produrla, differenziando i rifiuti, utilizzando macchine ed apparecchiature con minor impatto ambientale, illuminando le città con lampade a diodi, ecc. compiremo una serie di azioni che si sommerebbero creando un effetto a catena virtuoso che ci riporterebbe alle condizioni del 1990, considerato dal trattato di Kyoto come anno base.
Abbiamo le capacità per farlo. Ognuno di noi contribuisce al riscaldamento globale, ma oggi possiamo, anzi dobbiamo scegliere di cambiare le cose: con uno stile di vita sobrio senza eccessi e senza sprechi, con quello che compriamo, con l’uso razionale e responsabile che facciamo dell’energia.
Dobbiamo avere la volontà di farlo. Dobbiamo deciderci e passare all’azione. È il tempo dell’agire.

Michele Zarrella
zarmic@gmail.com
Gesualdo (AV) 10/11/2008


Martedì, 11 novembre 2008

6 maggio 2009

Appello

ITALIA dei VALORI mandamento di Frigento che comprende Gesualdo, Sturno e Villamaina sta cercando di strutturare il Movimento dei simpatizzanti in Partito vero e proprio, grazie anche all'interesse manifestato da nuovi amici che condividono il progetto di Antonio Di Pietro.

Questo processo organizzativo ha bisogno della partecipazione attiva e dell'entusiasmo di tutti. L'idea di Partito che si sta concretizzando è quella di un Partito nuovo, aperto alla reale partecipazione di tutti, e soprattutto libero, perchè libere sono le persone che lo compongono.

Approfittiamo di questo momento particolare che è l'appuntamento elettorale del 6 e 7 giugno 2009 per farci promotori di istanze e di progetti risolutivi da offrire a Voi Cittadini coinvolgendoVi direttamente nelle scelte da fare.

Mandateci le vostre proposte e le discuteremo insieme. L'Italia dei Valori si costruisce... così.

Saluti

Michele Zarrella

Contatti:

3 maggio 2009

Perché candidarsi con l’IDV

Gentile Elettore,
la mia ‘simpatia’ per l'Italia dei valori , già dai tempi della lista dell'Asinello, si è ‘concretizzata’ nella candidatura alla provincia.
Mi sono candidato perché credo ancora in una società civile che vuole essere protagonista della sua storia.
Credo nella nostra Costituzione e ai suoi principi fondamentali quali l’uguaglianza di tutti davanti alla legge e il pieno sviluppo della persona umana.
Credo nella solidarietà che unisce tutte le persone senza distinzione di sesso, fede politica, religione o razza.
Credo in uno scatto d’orgoglio della società civile protagonista del proprio destino che possa essere cambiato e addirittura rovesciato in una speranza ritrovata, in una fiducia nuova.
Credo nella libertà del voto come alta espressione della democrazia e che pertanto va utilizzata con consapevolezza e senza mercificazione.
Ho sempre cercato di fare il mio meglio nella professione e nell’impegno civile, comportandomi sempre con onestà, impegno e dedizione.
Per essere al passo con i tempi ho registrato un sito: www.michelezarrella.it (in costruzione) e aperto un blog: http://michelezarrellaidv.blogspot.com/ , in modo che tu possa conoscermi meglio, avere più informazioni su di me e sui miei impegni futuri.
Accetto volentieri consigli, suggerimenti e collaborazioni.
Se pensi che io possa meritare la tua fiducia e ti possa rappresentare in provincia vota Italia dei valori.
Grazie
Michele Zarrella